Venerdì, 20 Settembre 2019

    «Blocca lo Sblocca Italia»: le associazioni di Taranto si preparano al presidio nella Capitale In evidenza

    Sono oltre 130 le adesioni di comitati, organizzazioni sociali, associazioni e reti territoriali e nazionali che il 15 e il 16 ottobre scenderanno in piazza contro lo “Sblocca Italia”. All'appello non poteva mancare Taranto che parteciperà al presidio davanti al Parlamento nel corso della discussione in aula per la conversione del decreto in legge.

    Ci saranno anche le associazioni ed i movimenti ambientalisti tarantini, il prossimo 15 ottobre a Roma per manifestare contro il Decreto Sblocca Italia che «va nella direzione sbagliata in termini di salvaguardia ambientale e di sviluppo economico». 

    Fulvia Gravame per "PeaceLink", Adriano Peluso del "Wwf Taranto", Giovanni Carbotti di “Taranto Respira” e Ada Le Noci portavoce di “Verità per Taranto” hanno illustrato i principali punti su cui insiste il decreto per portare a conoscenza dell'intera cittadinanza i motivi per cui manifesteranno la prossima settimana.
    «Il Decreto “Sblocca Italia” varato dal Governo Renzi è un attacco all’ambiente senza precedenti. - commentano- Un provvedimento che condanna il Belpaese all’arretratezza di un’economia ottocentesca basata sul consumo intensivo di risorse non rinnovabili».
    Si rilanciano le trivellazioni e le attività petrolifere nel Golfo di Taranto, Napoli e in quello di Salerno tra Ischia, Capri, Sorrento, Amalfi e la costiera Cilentana.
    «Mentre il mondo intero sta cercando di affrancarsi da produzioni inquinanti, il Governo Renzi per i prossimi decenni intende avviare la nostra terra su un binario morto dell’economia. - si legge su una nota stampa- Eppure l’industria petrolifera non ha portato alcun vantaggio ai cittadini ma ha costituito solo un aggravamento delle condizioni sociali ed ambientali rispetto ad altre iniziative legate ad un’economia diffusa e meno invasiva».
    Col decreto si consente anche una gestione sbagliata dei rifiuti, affidata alle ciminiere degli inceneritori, lì dove invece l’Italia dovrebbe puntare sulla necessaria riduzione dei rifiuti e all'economia del riciclo e del riutilizzo delle risorse.
    «Bruciare i rifiuti significa non solo immettere nell’ambiente pericolosissimi inquinanti producendo ceneri dannose alla salute e all’ambiente ma trasforma in un grande affare, concentrato in poche mani, quello che potrebbe essere una risorsa economica per molti».
    Si incentiverebbe inoltre una cementificazione selvaggia mentre interi territori aspettano da anni il risanamento ambientale.
    «Servono bonifiche reali, - dicono- non affidate agli stessi inquinatori e realizzate con metodi ancora più inquinanti».
    Il provvedimento si configura inoltre come «un primo passaggio propedeutico alla piena realizzazione del piano complessivo di privatizzazione e finanziarizzazione dell'acqua e dei beni comuni che il Governo sembra voler definire compiutamente con la legge di stabilità».
    A livello locale desta particolare preoccupazione la gestione delle aree demaniali, che a Taranto si trovano in una posizione strategica e dunque godrebbero di un enorme valore paesaggistico, culturale ed economico. «Un bene comune che dunque dovrebbe essere gestito coinvolgendo la popolazione e gli enti locali nonché tutelato senza che invece le decisioni siano prese a livello centrale».
    Per tali ragioni esortano il Parlamento a far decadere le norme di questo Decreto.
    «Contrastare questa norma è un impegno affinché la bellezza del paese non sfiorisca definitivamente sacrificata sull’altare degli interessi di pochi petrolieri, cementificatori e affaristi dei rifiuti e delle bonifiche».
    Le azioni che le associazioni di Taranto hanno messo in campo riguardano una campagna di informazione in città invitando la popolazione a scrivere ai parlamentari informandoli del presidio organizzato e poi partecipare al presidio nella Capitale. Da Taranto partiranno dei pullman organizzati il 14 sera. Chi è interessato ad aderire alla manifestazione può consultare la pagina facebook https://www.facebook.com/events/362293050598523/  o contattare le singole associazioni del territorio.

     Immagini a cura di Omega News

     

     

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