Domenica, 17 Novembre 2019

    ArcelorMittal: approvvigionamento ridotto, avanti con un altoforno In evidenza

    Foto Studio R.Ingenito Foto Studio R.Ingenito

    Il sequestro dell'area interessata dalla caduta di ben tre gru al quarto sporgente del porto di Taranto sta riducendo la capacità di ArcelorMittal di approvvigionarsi di materie prime. Come ha annunciato l'azienda nei giorni scorsi, la produzione subirà un calo. Sino a quando non è dato sapere. Molto dipenderà dai tempi necessari per gli esami tecnici irripetibili che la magistratura potrebbe disporre sul luogo del disastro. Ma anche dai tempi per la ricostruzione delle gru. Da questo punto di vista, si paventa la necessità di circa due mesi. Da quanto appena detto, risulta chiaro che il siderurgico dovrebbe basare, nei prossimi mesi, la propria produzione sul solo altoforno 1.


    Il timore dei sindacati è quindi relativo all'ipotesi di un'ampliamento della platea dei lavoratori posti in cassa integrazione. Ampliamento rispetto ai 1.395 già annunciati dal primo luglio per 13 settimane. Per questo le sigle dei metalmeccanici ora attendono con impazienza il vertice convocato a Roma dal ministro Di Maio per lunedì prossimo. A seguito della convocazione, Fim, Fiom e Uilm hanno deciso di sospendere momentaneamente lo sciopero "riservandosi eventuali altre iniziative di lotta nel caso in cui non ci dovessero essere impegni concreti sul tema della sicurezza e dell'ambiente, con un programma dettagliato di investimenti, incontri periodici di monitoraggio ed un intervento straordinario degli organi competenti all'attività di vigilanza".


    "Sia chiaro - hanno avvertito le tre sigle sindacali -, l'intento delle organizzazioni sindacali è sempre stato e rimane a tutt'oggi quello di salvaguardare la sicurezza dei lavoratori, il risanamento ambientale dello stabilimento siderurgico e l'occupazione. ArcelorMittal deve avere chiaro che i lavoratori, così come hanno dimostrato con lo sciopero, sono stanchi di vivere la fabbrica con continue incertezze e scarsa tutela per il proprio futuro. Pertanto lunedì saremo impegnati nell'incontro previsto presso il Mise e subito dopo informeremo i lavoratori sul da farsi".


    A proposito degli investimenti strutturali che si stanno attuando in fabbrica, durante gli incontri che in questi giorni si sono svolti in prefettura, sarebbe emerso il disappunto di rappresentanti istituzionali locali in merito agli interventi in corso di esecuzione. Progetti predisposti ed avviati dai commissari dell’Ilva in amministrazione straordinaria. Una tesi che ricalca quella sposata dall'Usb nelle ultime ore, pur senza arrivare alle estreme conseguenze cui l'Unione sindacale di base è giunta. Per questo il vertice di lunedì appare dirimente. Il Governo non può più esimersi dal verificare quali investimenti si stiano realizzando per rilanciare la fabbrica, anche se questi ultimi sembrano - agli osservatore esterni - congelati in virtù della querelle sull'immunità penale che resta lo sfondo imprescindibile di tutta la vicenda.

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