Venerdì, 20 Settembre 2019

    Falso l’allarme bomba all’Eni: nei guai un operaio del porto 41enne In evidenza

    Foto di repertorio Foto di repertorio

    Individuato e denunciato dai Carabinieri il responsabile dell’allarme bomba, rivelatosi falso, all’interno della raffineria Eni di Taranto. Si tratta di un pregiudicato di 41 anni di Leporano, operaio elettricista nell’area portuale ex Ilva, che deve rispondere dei reati di violenza privata e procurato allarme.

    Gli artificieri giunti sul posto non hanno rinvenuto alcun ordigno esplosivo, dunque il personale della raffineria e quello del porto sono rientrati al lavoro verso le 18, dopo un’iniziale evacuazione in via precauzionale.
    Secondo quanto riferito dai militari, il 41enne verso le ore 15, una volta concluso il suo turno di lavoro, ha postato un messaggio sul social network Facebook dove annunciava il posizionamento di una bomba: “Bene, ho finito di piazzare l’ordigno sotto le cisterne dell’Eni di Taranto.

    Il timer l’ho regolato per le 17. Due ore dovrebbero bastare per allontanarmi”. I Carabinieri lo hanno rintracciato nell’abitazione dei suoi genitori e lì ha confessato di aver scritto quel post per un non precisato senso di frustrazione personale e desiderio di rivalsa nei confronti di Taranto.

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