Martedì, 27 Ottobre 2020

    Angelo Antonazzo, da Grottaglie a Bologna: il grande percorso dell’ex calciatore tarantino

    By Francesco Calderone Gennaio 25, 2020

    Angelo Antonazzo, nato a Taranto il 2 ottobre 1981, da circa tre anni è il coordinatore tecnico del settore giovanile della Virtus Francavilla in Serie C.

    Nella sua carriera da calciatore ha calcato campi molto importanti: 7 i campionati di Serie B disputati in piazze blasonate come Bologna, Modena e Reggio Calabria. Antonazzo è stato anche uno dei grandi protagonisti del Taranto dal 2010 al 2012, quando per due volte i rossoblù hanno sfiorato la promozione in cadetteria. Impossibile dimenticare soprattutto la stagione 2011-2012, con i 70 punti collezionati sul campo, ma resi vani dalle varie penalizzazioni in classifica che hanno poi portato la Ternana in B.

    La nostra redazione ha intervistato il dirigente sportivo tarantino:

    Come procede la tua avventura a Francavilla Fontana?

    “Sono qui da tre anni, quando è partito il progetto con la società del presidente Magrì. Il mio compito era sistemare il settore giovanile e renderlo competitivo. Sono stati fatti dei bei passi in avanti ed alcune squadre importanti hanno mostrato interesse nei confronti dei nostri giocatori”.

    La tua carriera è iniziata a Grottaglie. Che ricordi hai di quei 5 anni divisi tra Eccellenza e Serie D?

    “Quando smetti di giocare i ricordi che ti vengono in mente sono quelli di inizio carriera. A Grottaglie ho vissuto anni importantissimi, mi sono formato come calciatore ed ho capito che la mia passione poteva diventare un lavoro. In quelle categorie ho avuto una crescita molto veloce, che non avrei avuto se avessi fatto soltanto il settore giovanile”.

    Capitolo Taranto: qual è stato il momento più bello e quello più brutto di quella esperienza in riva allo Jonio?

    “Aver giocato nella squadra della tua città non può che farti avere ricordi belli. Infatti, ricordo perfettamente tutte le partite disputate in quei due anni. L’avventura è stata agrodolce perché abbiamo ottenuto risultati importanti, il record di punti in classifica e la miglior difesa in assoluto. La società però non andava di pari passo con noi e per colpa delle penalizzazioni non siamo riusciti a vincere il campionato”.

    Hai giocato ad alti livelli in categorie superiori. Se dovessi scegliere un momento, quale ritieni sia stato il più emozionante?

    “Sono stato in piazze che c’entravano poco con la B, infatti erano di Serie A. Il momento più bello è stato sicuramente il mio primo ingresso sul terreno di gioco del Dall’Ara di Bologna, essendomi trovato in uno stadio veramente importante. Lì ho realizzato tutto: partendo dal basso, ero riuscito ad arrivare a quei livelli. E’ stata una grande soddisfazione”.

    Da esperto di calcio, come ti spieghi le grandi difficoltà del Taranto nel risalire la china?

    “Questa è una domanda molto difficile, forse nemmeno dei grandi scienziati riuscirebbero a capire cosa succede a Taranto. C’è sempre qualcosa che non va e mi riferisco agli ultimi 20 anni. Fornire una spiegazione logica non è facile, anche perché da qui sono passati allenatori e giocatori importanti. Probabilmente il calcio va di pari passo con la situazione economica della città, non abbiamo effettivamente grossi imprenditori. Spero comunque che il 2020 sia l’anno di un nuovo inizio per Taranto”

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