Giovedì, 14 Novembre 2019

    A Taranto il film “Aquile Randagie”, quando l'amore diventa resistenza In evidenza

    By V. Castellaneta Ottobre 01, 2019

    Anche a Taranto, come in molte città d'Italia sarà possibile vedere, per soli tre giorni, il film “Aquile Randage”, per la regia di Gianni Aureli, distribuito da Cinecittà Luce.

    Un film evento che racconta la storia di un gruppo di scout che, nel 1928, tra Milano e Monza decisero di disubbidire al decreto emanato da  Mussolini, con cui dichiarava sospeso lo scoutismo. Troppo simile all'idea che aveva dei Balilla e diametralmente diversi da essi per valori, abitudini e libero pensiero.

    Il nome che si diedero fu Aquile Randagie, come le aquile della Val Codera e randagie perché non avevano una parrocchia, un tetto che li potesse ospitare se non le stelle e le montagne che li accoglievano. Il gruppo segreto ha vissuto la sua storia di resistenza per 17 anni, “un giorno in più del fascismo” come si erano promessi, usando anche messaggi in codice e cifrati per non venire scoperti. Continuarono a ritrovarsi, tenendo anche regolari campi scout d'estate, proprio in Val Codera e svolgendo regolari attività scout. A guidarli, gli ormai celebri, Andrea Ghetti, del gruppo Milano 11, detto Baden, e Giulio Cesare Uccellini, capo del Milano 2, che prenderà il nome di Kelly durante la resistenza. La forza di questa proposta clandestina, nonostante i gravi rischi che si potevano correre, era proprio essere “l'alternativa” ad un mondo fondato sulla forza e su un'idea di patria che andava a scapito dell'altro e del bene comune. Quello che emerge dalla pellicola, e dalla storia in generale, è che i capi reparto, pur nella loro serietà e autorevolezza, non hanno mai forzato i ragazzi ad aderire ad una resistenza partigiana, anzi, il loro resistere era fondato ad una non aderenza ai valori dell'epoca. Una educazione basata sulla costanza e perseveranza, anziché sull'obbligo; al miglioramento di se stessi, invece che al raggiungimento dell'ideale d'uomo della visione fascista. Se qualcuno di essi ha poi aderito alla resistenza partigiana o al'OSCAR, un'organizzazione che portò in salvo oltre 2200 persone perseguitate dal regime, aiutandole a espatriare in Svizzera, lo ha fatto in libertà, mai spinto.

    Tutto questo traspare fortemente dalla pellicola, realizzata anche grazie a un crowdfunding in cui si racconta, con tanto di riferimenti storici precisi, di come in ambito cattolico non ci fossero solo persone pronte al saluto romano ma anche chi sapeva vedere l’ingiustizia e cercava di contrastarla.

    Ieri la sala del cinema Ariston, che ospita il film, era piena solo di scout, dai lupetti, più piccoli, fino ai più adulti. Ma non è rivolta solo a loro.

    Mai, come in questo periodo storico, si sente la necessità di una alternativa alla piega che sta prendendo la società, sempre meno interessata al prossimo, a chi cammina più lentamente.

    Probabilmente questo film racconta proprio questo, come recitano gli scout nella loro promessa “aiutare gli altri in ogni circostanza”.

    Oggi e domani la proiezione del film sarà alle 20,00. Il biglietto ha un costo di cinque euro.

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