Martedì, 23 Luglio 2019

    L'archivio storico di Taranto trasferito a Paolo VI°, ma si valutano altre soluzioni

    L’archivio storico di Taranto è stato è infine trasferito - come annunciato dall'amministrazione comunale nell'ottobre del 2018 - presso la sede del Cisi Puglia in via del Traturello Tarantino, a Paolo VI°. Ma non sarà questa la sede definitiva e l'archivio traslocherà presto per l'ennesima volta. Lo fa sapere l'assessore al Patrimonio, Francesca Viggiano, secondo la quale "si sta valutando puntualmente l’invito della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia e della Basilicata ad individuare in un breve periodo temporale una nuova sede definitiva che permetta la fruizione dell’archivio più agevolmente da parte dei cittadini".


    “E’ nostra ferma intenzione - commenta l’assessore Viggiano -  incrementare ed invitare gli utenti a riutilizzare l’Archivio Storico per le loro ricerche di fonti storiche, ricordando loro che esso mette a disposizione evidenze attestate da documenti legati  non solo all’attività delle istituzioni ma anche a carte di particolare interesse storico donate da aziende. Infatti, oltre all’Archivio Storico comunale, si segnala la presenza dell’archivio dell’azienda “Belleli” e l’archivio dell’azienda Mar Piccolo. Doveroso ringraziamento al responsabile dell’archivio storico, Gianluigi Pignatelli, per il grande impegno di custodia e valorizzazione e alla direzione per l’inventariazione del patrimonio cartaceo”.

    L’archivio storico sarà aperto al pubblico il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 8.15 alle 13.00; il martedì e giovedì pomeriggio, previo appuntamento telefonico. In questo casa ci si dovrà rivolgere alla biblioteca comunale, contattando il numero 0994581174. "Per qualsiasi comunicazione inerente l’Archivio Storico, dunque - fa sapere palazzo di città -,  si potrà fare anche riferimento alla Biblioteca Civica “P. Acclavio” con cui l’Archivio condivide non solo lo stesso responsabile amministrativo, ma anche un legame di intenti, essere cioè non retoricamente custodi o conservatori della memoria storica, ma intreccio di cultura storica, cultura istituzionale, cultura civile e civica, avendo a cuore il desiderio di incidere, anche usando il passato, sul presente e sul futuro della città".

     

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