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Fabbrica in ginocchio causa sciopero, Mittal chiede di non fermare l'Afo1 In evidenza

 

Lo sciopero proclamato dai sindacati metalmeccanici di Taranto a seguito del gravissimo incidente verificatosi al 4° sporgente del porto di Taranto ha messo in ginocchio lo stabilimento siderurgico. Lo si capisce dal tono dell'appello rivolto nelle ultime ore ai sindacati da ArcelorMittal che, dopo aver annunciato un rallentamento della produzione, scrive: "È fondamentale che in questo momento tutti lavoriamo in modo efficace e collaborativo: serve massima condivisione tra l’azienda, i sindacati e gli stessi lavoratori per evitare la fermata di Afo1, che è l’unico Altoforno ancora in marcia e per garantire condizioni di massima sicurezza all’interno di tutti gli impianti".
 
Di fronte a tale apprensione c'è da chiedersi: cosa sta succedendo in acciaieria? Accade che lo sciopero in corso sta progressivamente paralizzando la fabbrica. Secondo quanto riportato dall'agenzia Agi sulla base di dichiarazioni provenienti da fonti sindacali, su tre altiforni operativi ne sta funzionando solo uno. Ma soprattutto lo sciopero sta bloccando tutti i reparti a valle. 
 
I retroscena parlano di una richiesta fatta dall’azienda ai sindacati di esentare le colate continue dallo sciopero, proprio per sbloccare la situazione, ricevendo però un rifiuto come risposta. Mittal avrebbe chiesto un intervento al prefetto, ma al momento non è dato sapere cosa abbia risposto il rappresentante governativo alla multinazionale.
 
Ciò che sappiamo - in quanto lo hanno messo nero su bianco - è che i sindacati non hanno intenzione di cedere. Anche Fim, Fiom e Uilm hanno incontrato il prefetto di Taranto, chiedendo l’interessamento diretto del Governo e delle istituzioni locali, regionali e degli organi competenti, ribadendo "che non esistono al momento le condizioni per un eventuale ritiro o rimodulazione dello sciopero, anche in risposta alla paventata fermata totale dell’area a caldo". 
 
"In assenza di precise assunzioni di responsabilità e soluzioni da parte delle istituzioni interessate", le tre sigle hanno tutta l'intenzione di proseguire con lo sciopero e annunciano di voler mettere in campo ulteriori iniziative di mobilitazione. 

 

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