Venerdì, 18 Ottobre 2019

    Firmato il decreto Salva-Imprese, il 27 corteo di protesta a Taranto In evidenza

     

    Dopo un mese dal suo annuncio, il decreto legge intitolato "Misure urgenti per la tutela del lavoro e la risoluzione di crisi aziendali” è stato firmato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Nel decreto, approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 6 agosto, sono contenute misure inerenti la modifica dell’immunità penale prevista dal precedente 'decreto Crescita', ma ancora non se ne conoscono i dettagli. Il testo non compare nelle bozze sinora circolate in rete per cui sarà necessario attendere la sua pubblicazione in Gazzetta ufficiale per capire quali effetti produrrà rispetto all'attuale quadro normativo.

    Secondo le prime indiscrezioni, il gestore del siderurgico avrà diritto ad una serie di tutele legali a scadenza, legate al rispetto del piano ambientale. Resterebbero, invece, le responsabilità di natura penale per quanto concerne la violazione di norme sulla salute e la sicurezza dei lavoratori. Ma se così fosse non ci si discosterebbe molto da quanto previsto dal 'decreto Crescita'.

    Intanto, il solo annuncio di un ulteriore decreto 'salva Mittal' ha determinato l'indignazione del fronte ambientalista che si prepara ad una nuova mobilitazione. Questa mattina, infatti, è stata annunciata per il 27 settembre una manifestazione per le vie cittadine cui seguirà un presidio dinanzi alle portinerie dell’ex Ilva. A darne notizia è stato Luca Contrario di ‘Giustizia per Taranto’ sul suo profilo Facebook, il quale spiega che la manifestazione si svolgerà “in concomitanza sia con il terzo sciopero globale del movimento spontaneo ‘Friday for Future’ che con l’astensione dal lavoro del sindacato FLMUniti-CUB Taranto indetta per la chiusura e la riconversione dello stabilimento”.

    Il sindaco Rinaldo Melucci ha diramato inoltre un comunicato stampa nel quale manifesta preoccupazione e si auspica la realizzazione di un decreto in favore della città: “Il governo giallo-verde, prima di calare il sipario, ci ha lasciato un altro bel decreto “salva Ilva”. Il tempo della iniziale fiducia ha purtroppo dovuto lasciare il passo ad una profonda preoccupazione, all’impellente bisogno di attenzione per Taranto. Aspettiamo rispettosi di conoscere il nome del prossimo ministro allo Sviluppo Economico del governo Conte-bis e una risposta dello stesso premier incaricato su quali siano le scelte strategiche per la nostra città e per l’ex Ilva, al momento non tangibili in alcuno dei 26 punti dell’accordo di maggioranza.  Insomma – conclude il primo cittadino ionico -, aspettiamo che prima o poi si avveri il sogno di un decreto salva Taranto e salva tarantini”.

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