Venerdì, 18 Ottobre 2019

    Sicurezza sui bus Amat, Cgil sul piede di guerra

    Chiedono l'istituzione immediata di un tavolo di concertazione tra azienda e sindacati per fare il punto sulle condizioni strutturali del parco bus dell'Amat. In caso contrario, la segreteria generale della Cgil di Taranto e la Filt, la categoria che si occupa del tema trasporti, sono pronte a recarsi in Procura, presentando una denuncia circostanziata. L'ultimatum, se così si può definire, è stato lanciato durante un'apposita conferenza stampa convocata dalla due sigle al fine di illustrare le condizioni in cui lavorano giornalmente i conducenti dell'Amat.


    Le frizioni tra l'attuale management della municipalizzata ed il sindacato si sono accentuate a seguito di quanto avvenuto l'8 luglio scorso. Secondo la ricostruzione effettuata da Paolo Peluso, segretario generale della Cgil di Taranto, e Franco Zotti, coordinatore del settore trasporto pubblico locale della Filt, un autista avrebbe proceduto alla "messa in avaria" di un bus a causa di una serie di problemi riscontrati durante la corsa. Tale procedura è stata contestata al lavoratore, determinando - hanno riferito i rappresentanti sindacali - l'emissione di un provvedimento di licenziamento nei confronti dell'autista poi tramutatosi in una sospensione di 15 giorni più una richiesta di risarcimento danni per danni all'immagine dell'azienda. Quest'ultima, infatti, ritiene che il lavoratore non dovesse interrompere il servizio.


    I sindacati, dal loro canto, ribadiscono che qualsiasi problema di sicurezza che può potenzialmente arrecare danni ad altri veicoli o ai passeggeri stessi ricade nella responsabilità del conducente che è chiamato a rispondere personalmente qualora ci siano sinistri di qualsivoglia natura. Proprio al fine di garantire la sicurezza di tutti coloro che si trovano in strada gli autisti provvedono a fermare i mezzi in circolazione e richiedere l'intervento di un bus sostitutivo. "Siamo consapevoli che per la cittadinanza - dice Peluso - questo comporti ritardi spesso non facili da digerire, ma l'utenza deve comprendere che questo viene fatto per garantire in primo luogo chi viaggia sui mezzi pubblici".


    "La messa in avaria - fanno notare i rappresentanti sindacali - è diventata sempre più frequente a causa della vetustà dei mezzi. Gli episodi verificatasi dal 2013 ad oggi - riferiscono - è di 70.520 casi; 1.862 solamente dall'8 luglio ad oggi". Tali episodi, ma anche altri casi di malfunzionamento dei mezzi, segnalazioni inviate alla dirigenza, sono state raccolte in un dossier che la Cgil - annuncia Peluso - intende consegnare all'amministrazione comunale e al Prefetto di Taranto quale base di lavoro per poter aprire un confronto serio e radicale sullo stato del parco mezzi dell'Amat. Un parco composto - fanno sapere ancora dalla Cgil - da 142 automezzi, 75 dei quali con 14 anni di servizio alle spalle e 28 con un'anzianità compresa tra i 10 e i 13 anni.


    Da parte della Cgil c'è quindi la volontà di dialogare con la dirigenza dell'Amat e con l'amministrazione comunale. Allo stesso tempo è stata ribadita - in particolar modo dal segretario regionale della Filt Cgil, Giuseppe Guagnano - l'intenzione di non abbandonare nessun lavoratore a se stesso, ma di voler difendere l'operato del personale che agisce a garanzia dell'incolumità pubblica e della sicurezza in strada in tutte le sedi opportune.

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