Lunedì, 19 Agosto 2019

    Di Maio fa l'arrabbiato e gli ambientalisti rispondono a muso duro In evidenza

    Mi arrabbio un po' quando si dice che l'Ilva è una promessa mancata. A parlare così, nella giornata di ieri, era stato Luigi Di Maio. Le sue dichiarazioni non sono certo piaciute al mondo ambientalista che invece si sente defraudato viste le promesse elettorali fatte a Taranto dal Movimento 5 Stelle.


    Secondo Di Maio, però, le promesse riguarderebbero "la riconversione economica e nella legge di Bilancio abbiamo accentrato in un unico comitato, che adesso sarà nominato e diretto dal Mise, tutti i fondi che si devono investire nei prossimi anni a Taranto, che riguarderanno anche l'Ilva e Mittal, per riconvertire economicamente il territorio perché possa essere disintossicato dalla dipendenza da un solo stabilimento industriale".


    A stretto giro di posta, i promotori del 'Piano Taranto' gli rispondono:" Ci preme ricordare al ministro della Repubblica Italiana - fresca di condanna da parte della Corte Europea dei Diritti Umani proprio per l'affaire Ilva - che Taranto ha eletto 5 parlamentari sulla scorta di una campagna elettorale incentrata sulla chiusura del siderurgico e conseguente riconversione economica dell'intera area ionica".


    Dopo aver ripercorso brevemente alcuni dei passaggi salienti della scorsa campagna elettorale - i rappresentanti del Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, FLMUniti-CUB, Giustizia per Taranto, Tamburi Combattenti, Taranto Respira, Tutta Mia La Città, libere cittadine e liberi cittadini - inviano un messaggio preciso a Di Maio: "Taranto non intende essere più terreno di gioco di una politica che ha il profitto come unico interesse e, insieme ad altre realtà d'Italia, sarà protagonista della manifestazione nazionale del prossimo 23 marzo a Roma 'Contro le grandi opere inutili e imposte'".

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