Lunedì, 17 Giugno 2019

    I 5 Stelle replicano ai contestatori, si riaccende la polemica In evidenza

    Non si placa la bufera intorno ai parlamentari del Movimento 5 Stelle contestati domenica mattina mentre si teneva un’iniziativa volta a spiegare il funzionamento del Reddito di Cittadinanza. A riaccendere la polemica sono stati i portavoce pentastellati che ieri hanno diramato una nota stampa in cui si rimarca di non aver utilizzato la formula acchiappa voti ‘Ilva-chiusa’ in campagna elettorale.

    Ma prima di premere questo tasto, i parlamentari ionici affrontano il tema del tradimento “che ha subito Taranto”. Un tradimento che, a loro dire, “ha origini remote e per questo va ricercato nelle scelte politiche degli ultimi 60 anni”.

    “I nostri obiettivi – affermano Giovanni Vianello, Alessandra Ermellino e Giampaolo Cassese - sono la chiusura progressiva delle fonti inquinanti e la riconversione economica del territorio per migliorare la qualità della vita dei cittadini. Siamo al lavoro da mesi per risolvere il nodo dell'esimente penale, per costruire alternative concrete a favore di un territorio che fino ad oggi ha visto solo carbone, acciaio, petrolio e rifiuti”.

    Detto ciò, i tre deputati affrontano il tema dei risultati sinora raggiunti: “Nella legge di Bilancio sono stati stanziati i fondi per insediare in città il Tecnopolo del Mediterraneo, istituire presso il MISE la Commissione speciale per la riconversione economica di Taranto, fare nuove assunzioni di personale tecnico negli Arsenali e negli stabilimenti industriali della Difesa, di cui Taranto è il centro più grande, garantire per l'anno corrente la cassa integrazione straordinaria per i lavoratori ex Ilva”.

    “Con il dl Semplificazioni – aggiungono - è stato inserito un emendamento che interviene a tutela del golfo di Taranto, sospendendo numerosi procedimenti tra istanze e permessi già rilasciati di prospezione e ricerca di idrocarburi. Tra le misure a favore del territorio anche la firma da parte del Mef ai decreti che regoleranno la statizzazione dell'istituto musicale Giovanni Paisiello, la candidatura di Taranto ai Giochi del Mediterraneo del 2025 e l'approvazione della risoluzione che impegna il Governo per istituire l'Area Marina Protetta delle Isole Cheradi e del Mar Piccolo”.

    Poi la precisazione che maggiormente ha indignato il fronte ambientalista: “Nelle passate campagne elettorali non abbiamo mai utilizzato la formula 'Ilva chiusa' per accaparrarci voti, davanti alle portinerie del siderurgico in piazza abbiamo sempre ribadito che avremmo lavorato per dare a Taranto un futuro al di là del siderurgico”.

    La replica dei movimenti tarantini inonda i social. Giustizia per Taranto scrive: “I tarantini che vi contestano non sono in mala fede. I tarantini non sono stupidi. I tarantini sono stati presi in giro e traditi. Dire che non avete mai parlato di "Ilva chiusa" è vergognoso”. La distanza tra le posizioni sembra quindi incolmabile. La mancata chiusura della fabbrica, un punto di non ritorno.

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