Martedì, 22 Settembre 2020

    Porto di Taranto: Capriulo, Liviano e Venere presentano una mozione In evidenza

    I consiglieri comunali Dante Capriulo, Gianni Liviano e Francesco Venere hanno presentato una mozione sulle problematiche che riguardano il Porto di Taranto con la quale si sollecita il Governo, le istituzioni locali e regionali e le rappresentanze economiche e sindacali del territorio al fine di individuare soluzioni concrete per il rilancio dello sviluppo commerciale del porto e della tutela dei lavoratori coinvolti.

    Nella scorsa seduta del 30 settembre 2014, a seguito delle vibrate sollecitazioni dei lavoratori portuali, il Consiglio Comunale, alla sua unanimità ha approvato atto d’indirizzo, con deliberazione n. 89/2014, per affrontare le problematiche occupazionali dei lavoratori del Porto. Già l’11 settembre 2013, con delibera n. 90/2013, il Consiglio Comunale aveva approvato una atto d’indirizzo per richiedere l’istituzione del Porto Franco o della zona ad economia speciale per Taranto. Tuttavia ad oggi, perdura la cassa integrazione per oltre 600 lavoratori della T.C.T. E risulta essere grave l’impatto sulle migliaia di lavoratori dell’indotto (trasportatori ed altri) a causa del blocco della attività commerciali del porto ed il sostanziale trasferimento di tutte la attività di movimentazione container da Taranto al Pireo (Grecia) da parte della holding che ha in concessione la banchina del molo polisettoriale (Hutchison, Evergreen, GSI) costituenti la Taranto Container Terminal SpA. Inoltre appare ai più defatigante la lentezza dei lavori previsti nel porto, ritardati da continui stop giudiziari, nell'attesa anche della conversione in legge del D.L. n. 1 del 2015, che all’art. 7 introduce norme sul porto di Taranto. 

    Premesso che «le problematiche del porto – si legge sulla mozione- hanno fondamentale rilevanza per la città di Taranto e per il suo sviluppo economico futuro e che tutti ritengono strategico per il diverso futuro economico della città lo sviluppo commerciale e la retroportualità», e considerato che
    «le attività commerciali del porto stanno subendo una drammatica crisi che mette a serio rischio le opportunità di sviluppo e di tutela occupazionale dei lavoratori, diretti e dell’indotto», il Consiglio Comunale «sollecita il Governo nazionale ed i parlamentari locali, il governo regionale ed i consiglieri regionali, il governo provinciale ed i consiglieri provinciali, il Sindaco, l’Autorità Portuale, le rappresentanze economiche, sindacali e sociali del territorio ad attivarsi per la individuazione di soluzioni concrete e rapide in favore dello sviluppo commerciale del porto e della tutela delle migliaia di lavoratori coinvolti, anche attraverso la richiesta di una nuova convocazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e con l’individuazione di norme a sostegno dell’incremento dei traffici portuali, e delle retroportualità, nell’ambito della conversione del dl n. 1 del 2015 (es. Porto Franco o Z.E.S.)».

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