Venerdì, 20 Settembre 2019

    Di Maio: “Mai avuto intenzione di chiudere”; associazioni in rivolta In evidenza

    Giustizia per Taranto ha letto un documento all'inizio del vertice con Di Maio e poi ha abbandonato la sala; il consigliere comunale Massimo Battista ha rinfacciato al ministro – dandogli del tu – le promesse elettorali fatte meno di un anno fa; Peacelink ha sbattuto in faccia al vicepremier pentastellato i dati relativi all'inquinamento degli ultimi mesi; altre associazioni disertaranno l'incontro.

    È questa l’accoglienza riservata al ministro dello Sviluppo Economico venuto a Taranto per presiedere il tavolo tecnico del Cis e che nel primo pomeriggio ha incontrato le associazioni ambientaliste.

    Non è bastato dare seguito all'impegno di cancellare l'esimente penale contenuta nei decreti Salva Ilva del 2015 e del 2016. Di Maio viene considerato - dalla costellazione di associazioni che si riconosce nel cosiddetto Piano Taranto - persona non gradita a Taranto.

    Giustizia per Taranto ha inviato questo messaggio a Di Maio durante l'incontro programmato presso la Prefettura. Ieri sera le associazioni che hanno aderito al Piano Taranto (in altri termini chiusura e riconversione) si sono date appuntamento e hanno condiviso un documento molto critico verso l'operato del Governo, i cui contenuti sono stati anticipati nel sit-in organizzato in piazza Carmine.

    Genitori Tarantini non ci sta e non incontra il ministro. L'associazione ritiene di essere stata presa in giro a Roma prima della firma dell'accordo sindacale che ha permesso a Mittal di entrare in fabbrica e vuole evitare che il copione si possa replicare a Taranto.

    Ma è il comitato ‘Lavoratori e Cittadini liberi e pensanti’ ad andarci giù più duro: lo fa con Massimo Battista che chiede il perché della retromarcia ingranata dal Governo rispetto all’impegno di chiudere progressivamente le fonti inquinanti; lo fa con l’attore Michele Riondino che, dopo aver ripercorso la storia recente della città di Taranto, accusa il Movimento 5 Stelle di non essere diverso dagli altri partiti.

    La città intanto è blindata: lungomare sbarrato all'altezza dell'ammiragliato, jersey in via Cavour, via Anfiteatro all'angolo con via Giovinazzi e in piazza Carmine. Pochi i sostenitori del Movimento e tutti raggruppati tra piazza Garibaldi e via Cavour. Pochi anche gli ambientalisti presenti in piazza Carmine in una città un po' sonnacchiosa e distratta dal clima festivo che ancora si respira.

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