Domenica, 15 Settembre 2019

    Il nuovo questore di Taranto e la sinergia con il territorio In evidenza

    Una realtà frizzante dal punto di vista criminale, ma non per questo peggiore o diversa da altre. É questa la lettura che il nuovo questore di Taranto, Giuseppe Bellassai, fa del capoluogo ionico e della sua provincia ad appena 24 ore dal suo insediamento e a pochi giorni dai tragici fatti di Manduria. Una città che ha molti problemi - è ancora il pensiero del nuovo numero uno della Questura di Taranto -, ma che si dimostra, al contempo, molto accogliente.

    Nell'incontro con la stampa avvenuto questa mattina, Bellassai ha parlato della necessità di coltivare un legame diretto con il territorio - con le scuole in particolare, laddove cioè si formano le nuove generazioni - per far sì che la garanzia della sicurezza, concetto ampio e complesso a suo dire, provenga non solo dalle forze dell'ordine deputate a tale compito, ma da una rete variegata, composta dai vari attori che operano in ogni territorio.


    Le violenze perpetrate a Manduria dalla 'Comitiva degli orfanelli' non rappresentano, per il nuovo questore, la cartina di tornasole in base alla quale giudicare il territorio tarantino. Questo, come molti altri, non è esente da episodi di violenza e criminalità che si conquistano notorietà nazionale per la loro efferatezza o disumanità.

    Bellassai arriva a Taranto dopo aver guidato la Questura di Benevento. Tuttavia, durante le propria vita professionale, ha maturata diverse ed utili esperienze in realtà del Sud Italia anche molto più complesse. Un esempio su tutti: Palermo.

    Nato il 25 marzo 1962 a Santa Croce Camerina, in provincia di Ragusa, ha svolto in tale Comune il ruolo di funzionario presso la Squadra Mobile. Dopo solo un anno ne ha assunta la dirigenza. Gli anni trascorsi alla Squadra Mobile sono stati costellati da numerosissimi successi investigativi: vengono disarticolate ed azzerate le locali cosche mafiose con l’arresto di tutti i latitanti della provincia.

    I brillanti risultati conseguiti gli valgono, nel dicembre del 2005, la promozione a primo dirigente e il successivo trasferimento presso la Questura di Agrigento dove dirigerà la Divisione di Polizia Amministrativa e Sociale e dell’Immigrazione. Sono questi gli anni in cui il centro di accoglienza di Lampedusa viene travolto da centinaia di sbarchi di profughi in fuga da guerre civili e fame.

    Nel giugno del 2010 viene promosso vicario del questore di Trapani, incarico che ricoprirà fino al 2014. Dall'agosto 2014 l'esperienza da vicario a Palermo, cui dal marzo 2016 farà seguito la guida della Questura di Benevento.

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