Domenica, 25 Agosto 2019

    Crisi “Paisiello” approderà in Regione il 16 maggio In evidenza

    La crisi dell’istituto musicale “Paisiello” giungerà in Regione a Bari giovedì 16 maggio. A partire dalle ore 14 saranno ascoltati in sesta commissione consiliare il presidente della Provincia di Taranto, Giovanni Gugliotti, il presidente del Cda e il direttore dell’istituto, Domenico Rana e Gabriele Maggi. A richiedere le audizioni è stato il consigliere regionale Gianni Liviano, supportato dal collega Donato Pentassuglia.

    Liviano spiega le motivazioni che lo hanno spinto a compiere questa mossa e indica la strada da percorrere: “Ho chiesto al presidente Santorsola di audire il presidente della Provincia, Gugliotti, e i vertici del Paisiello per cercare, quantomeno, di porre rimedio ad uno stato che vede i docenti dell’istituto non percepire stipendi da diversi mesi pur continuando a garantire, insieme al personale tutto, la regolarità delle lezioni. La situazione di impasse può essere facilmente superata. Basterebbe, al momento e nelle more che il governo gialloverde completi l'iter di statalizzazione del conservatorio tarantino, che la Provincia di Taranto intervenisse procedendo al pagamento degli stipendi arretrati e di quello in corso di maturazione utilizzando il decreto 121 del 22 febbraio 2019 con il quale il Miur e il ministero dell'economia e Finanze autorizzano la Provincia al pagamento degli stipendi dal momento che l’articolo 1 comma 2 lettera I recita che gli enti locali possono farsi carico delle situazioni debitorie dell’istituzione contratte dallo stesso, o dall’ente locale per conto dell’istituzione, alla data della domanda di statalizzazione”.

    Per il consigliere della regione Puglia l’opzione chiusura non può essere assolutamente presa in considerazione: “Insomma, tutte le strade per salvare questa importante istituzione, forte ormai di novant'anni di storia, devono essere percorse facendo gioco di squadra. L'istituto di alta cultura musicale Paisiello non può e non deve chiudere perché la città di Taranto non può permettersi il lusso di perdere un'eccellenza nel campo delle arti e della musica, un'istituzione riconosciuta a livello nazionale, e internazionale, che tra gli iscritti ai suoi corsi annovera ragazzi provenienti da realtà extraregionali. In ballo - conclude Liviano - ci sono posti di lavoro e opportunità di studio per i nostri ragazzi ai quali dobbiamo offrire almeno una possibilità di scegliere di rimanere nella propria città piuttosto che emigrare altrove come, invece, siamo costretti ad assistere".

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