Domenica, 15 Settembre 2019

    Ex Ilva, emendamento 5 Stelle sulla Valutazione preventiva del danno sanitario In evidenza

    Foto di repertorio Foto di repertorio

     

    Il cosiddetto 'decreto crescita', quello in cui il Governo giallo-verde ha inserito la modifica dell'esimente penale per i gestori dell'acciaieria, si appresta ad iniziare il suo percorso di conversione in legge nelle due Camere del Parlamento. Lì ci sarà la possibilità di emendarlo da parte di deputati e senatore. Ed è proprio questo quanto hanno in mente i portavoce ionici del Movimento 5 Stelle che sosterranno una modifica al testo iniziale a prima firma dell'onorevole Giovanni Vianello.

    Cosa prevede il testo? Che entro 90 giorni (dalla conversione in legge del decreto), i ministeri della Salute e dell’Ambiente debbano redigere un nuovo decreto che prevede la Valutazione preventiva del Danno Sanitario, a tutela della salute di cittadini e lavoratori. La cosiddetta Valutazione del Danno Sanitario preventiva, sabotata dal decreto interministeriale del 2013 (Balduzzi-Clini) attualmente in vigore.

    Questa norma - a detta dei parlamentari 5 Stelle - "va migliorata con criteri che possano calcolare da subito l’impatto sanitario che ci sarà quando si concluderà nel 2023 il Piano ambientale". "Siamo certi - affermano all'unisono Giovanni Vianello, Alessandra Ermellino, Rosalba De Giorgi e Giampaolo Cassese - che il Governo del cambiamento sosterrà questo emendamento e inoltre auspichiamo che anche le opposizioni supportino la nostra proposta emendativa, affinché il Parlamento rimedi oggi agli imperdonabili errori delle passate legislature".

     L'emendamento prevede un'ulteriore modifica al dl crescita: dal prossimo 6 settembre 2019, nel caso di sequestro giudiziario agli impianti, la facoltà d’uso degli impianti non sarà più garantita per legge. "Dopo l’immunità, che grazie al Governo finirà il 6 settembre 2019 - conclude l'onorevole Vianello - smontiamo un altro pilastro su cui si basano i famigerati decreti Salva Ilva".

     

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