Mercoledì, 26 Giugno 2019

    101^ festa della Marina con la consegna della bandiera a nave Martinengo In evidenza

    Foto studio R.Ingenito Foto studio R.Ingenito

    La 101esima edizione della festa della Marina Militare svoltasi questa mattina nella base navale di mar Grande a Taranto, ha fatto del capoluogo ionico il centro nevralgico del potere

    Una cerimonia solenne che i cittadini di Taranto, e non solo, hanno accolto con grande entusiasmo e calore. Un evento che la città dei due mari non ospitava da ben dodici anni, pur essendo – come ribadito durante i festeggiamenti dall’ammiraglio Valter Girardelli, capo di stato maggiore della Marina Militare – strategica per il cosiddetto cluster marittimo.

    Per l’occasione, nella base di Chiapparo, erano schierate venti imbarcazioni tra le quali l'Amerigo Vespucci, la più affascinante nave scuola e nave di rappresentanza della Marina Militare. Imbarcazioni che sino a questa sera saranno liberamente visitabili (dalle 17.00 alle 20.00). Sino a ieri sono state ben 8mila le persone che hanno approfittato di questa opportunità.


    La visita del ministro Trenta

    La ministra della Difesa, Elisabetta Trenta, è arrivata nella base navale di mar Grande alle ore 11 circa. Subito dopo è stata condotta a bordo di nave Vespucci e, al termine della visita, è salita su di una pilotina e ha passato in rassegna le navi della Marina ancorate nella base di Chiapparo: dal vecchio incrociatore San Giorgio, passando per il sommergibile altamente tecnologico Venuti, per arrivare alle FREMM (Fregate europee realizzate in virtù di un accordo stipulato con la Francia nel 2005) di recente varo tra cui la nave Marceglia.

    Dopo essere scesa dalla pilotina, la ministra ha effettuato la cosiddetta ‘rassegna a terra’ per poi pronunciare il proprio discorso dal palco delle autorità (non prima però dei discorsi del capo di stato maggiore della Marina, Valter Girardelli, e del generale Ezio Vecciarelli, capo di stato maggiore della Difesa).

    Trenta si è detta lieta di essere a Taranto che ha definito città dei due mari, ma anche delle due anime: quella civile e quella militare. Perché, ha detto, Taranto ha un rapporto strettissimo con la Marina in quanto è una presenza consolidata in città, ma anche perché molti dei suoi cittadini hanno scelto di arruolarsi in tale corpo militare.

    Infine ha annunciato di essere in città anche per la stipula di un protocollo d’intesa con il Comune di Taranto che permetterà la cessione di ulteriori due aree militari all’ente civico.


    La consegna della bandiera a nave Martinengo

    Il momento clou della cerimonia, per la sua unicità, è stata la consegna della bandiera da combattimento a nave Martinengo. Bandiera che, dopo essere stata benedetta, è stata issata sulla nave. Verrà ammainata al tramonto per poi essere conservata in un cofano portabandiera che è collocato nell’alloggio del comandante. Il cofano è stato donato dall’Anmi alla Marina questa mattina. La bandiera verrà issata nuovamente solo in caso di guerra.

    Il momento solenne è stato salutato dal passaggio di cinque AV8 nel cielo di Taranto e da 21 salve esplose dalla stessa nave Martinengo.

    Nave Federico Martinengo è la sesta Unità FREMM italiana. Costruita nello stabilimento Fincantieri di Riva Trigoso, è stata varata il nel febbraio del 2017 e successivamente trasportata allo stabilimento del Muggiano (La Spezia) per il completamento dell'allestimento e le prove di collaudo. Dispone di una eccellente capacità di difesa antiaerea ed antinave, e può impiegare elicotteri SH90/EH101.


    Perché si festeggia il 10 giugno

    La festa della Marina Militare cade in occasione dell’anniversario di un’impresa storica che ci riporta all’ultimo anno della prima guerra mondiale.

    La sera del 9 giugno 1918, il capitano di corvetta Luigi Rizzo, già affondatore della corazzata austriaca Wien, riceve l’ordine di uscire in mare con una sezione di MAS, il 15 e il 21. Il 10 giugno 1918, i MAS 15 e 21 sono al largo della piccola isola dalmata di Premuda.

    Alle ore 3.15 del mattino gli italiani avvistano una grande nuvola di fumo nero all’orizzonte. Escludendo che si possa trattare di unità italiane, il capitano di corvetta Rizzo suppone legittimamente che si tratti di un cacciatorpediniere avversario in esplorazione ed ordina di attaccarle di sorpresa e aprirsi la strada del ritorno combattendo. Il MAS 15 di Rizzo centra la nave da battaglia Szent Istvan, mentre il MAS 21 lancia le sue torpedini verso la Tegetthoff.

    Poi il ripiegamento caratterizzato da un inseguimento per mare in cui il MAS 15 viene messo nel mirino degli avversari. Per sventare un attacco, Rizzo usa l’unica arma ancora a disposizione sul suo MAS 15, ossia una bomba antisommergibile, ed ottiene quanto si era prefissato.

    L’azione di Premuda, per la Marina Militare, equivale ad una grande battaglia vinta, che cambia definitivamente il corso della Prima Guerra Mondiale. Per questo, dal 1939 in poi, in ricordo di quell’evento, celebra la sua Giornata il 10 giugno.

     

     

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