Domenica, 17 Novembre 2019

    Ex Ilva, Di Maio: "Mittal rispetti i patti e non tema la cancellazione dell'immunità" In evidenza

    Foto Studio R.Ingenito Foto Studio R.Ingenito

    Il ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, non ha dubbi: sull'immunità penale si va avanti nonostante i dubbi della Lega che, la scorsa settimana, in occasione del voto di conversione del 'decreto crescita' alla Camera, ha presentato un ordine del giorno per tutelare i lavoratori, chiedendo di verificare l'impatto della norma. "Noi - ha detto Di Maio - verifichiamo sempre l'impatto di una norma prima di approvarla".

    Sono queste le prime parole del capo politico del Movimento 5 Stelle appena giunto in Prefettura dove partecipa, per la seconda volta, alla riunione del tavolo tecnico del Cis, il Contratto Istituzionale di Sviluppo per Taranto. Insieme a lui ci sono altri 5 ministri: quello del Sud, Barbara Lezzi, quelli dell'Ambiente e della Salute, Costa e Grillo, il ministro per i Beni Culturali, Alberto Bonisoli, e - a differenza di due mesi fa - anche la ministra della Difesa, Elisabetta Trenta.

    Per il vicepremier, ArcelorMittal non deve temere la cancellazione dell'immunità penale. "Se si porteranno avanti i patti come li abbiamo sottoscritti - ha affermato - , cioè si porterà avanti il piano di aggiornamento degli impianti, il piano ambientale e la copertura non ci sarà nessun problema e non ci sarà nulla da temere".

    L'immunità penale, o meglio, la sua cancellazione non è un atto contro i lavoratori, avverte inoltre il leader pentastellato. "La Corte costituzionale si sarebbe espressa in autunno. E visto che noi avevamo delle perplessità su quella norma era giusto dire in questo momento che non devono esistere immunità penali".

    E subito dopo aver rassicurato l'attuale gestore dell'ex Ilva, Di Maio parla della cassa integrazione per 1.400 lavoratori che scatterà, a rotazione, dal primo di luglio, lasciando intendere che la questione verrà rimandata al un tavolo da tenersi prossimamente presso il Mise. "Sono al lavoro per il problema cassa - sono le parole del vicepremier -. Nella riunione che si terrà al ministero chiederemo chiarimenti sul perché di questa richiesta".

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