Martedì, 23 Luglio 2019

    Mittal-sindacati, nuovo round su cassa integrazione In evidenza

    Foto di repertorio Foto di repertorio Foto Studio R.Ingenito

    A meno di una settimana dall'inizio delle 13 settimane di cassa integrazione per 1.400 dipendenti ArcelorMittal (la misura è stata chiesta dal primo di luglio), azienda e sindacati tornano ad incontrarsi. Lo faranno nel pomeriggio in un vertice che segue quello della settimana scorsa, terminato con un nulla di fatto.
     
    Sulla cassa integrazione, le parti si sono incontrate in tre occasioni: il 6 giugno a Taranto, il 10 a Roma e il 20 giugno di nuovo a Taranto. Le posizioni restano per il momento distanti, con il gruppo franco-indiano deciso a perseguire la strada degli ammortizzatori sociali e i sindacati che vorrebbero evitare l'ennesima perdita di potere d'acquisto per i lavoratori che già vengono da anni di magra.
     
    I sindacati, inoltre, affermano di non poter discutere della “cassa” con ArcelorMittal se prima non verrà chiarito con l’azienda lo scenario del mercato e non avranno verificato, anche con l’apporto del Mise, garante dell’accordo relativo al passaggio dell’acciaieria alla multinazionale, a che punto è l’attuazione dei progetti di risanamento ambientale e di rilancio industriale. 
     
    Dal Mise tutto tace. Ieri Di Maio ha detto che fare ricorso agli ammortizzatori da parte di ArcelorMittal non è fuori dagli accordi stipulati il 6 settembre scorso a Roma, nell'ambito della cessione del gruppo ex Ilva ai nuovi investitori. Allo stesso tempo ha più volte ribadito che vuole capire perché così tante unità verranno collocate fuori dal cuore del processo produttivo. Ciò nonostante non si è a conoscenza di una convocazione a Roma per discutere di questi aspetti.
     

     

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