Sabato, 16 Novembre 2019

    Caso-Stano: preso il secondo branco, si chiamavano “Ultima di Carnali” In evidenza

    Foto Studio R.Ingenito Foto Studio R.Ingenito

    Manduria. Primo aprile. Un 53enne affetto da insufficienza mentale viene attirato fuori dalla propria abitazione. Da quel momento ha inizio il pestaggio. Senza alcun motivo, quindi per puro passatempo. Una gragnola di colpi: calci, pugni, fino a fargli saltare gli incisivi.

    Gli aguzzini sono 4 ragazzi,due dei quali minori destinatari di collocamento in comunità i quali hanno agito in concorso con due maggiorenni.

    L’arresto di questi giovani è, secondo Capristo, il “secondo atto’ di una storia agghiacciante”, ovvero uno degli sviluppi dell’indagine scaturita dalla morte del 65enne manduriano Cosimo Antonio Stano. Indagine che si è avvalsa ed è proseguita grazie all’analisi dei cellulari dei responsabili delle angherie nei confronti di Stano e che ha permesso di fare piena luce sulle azioni di un gruppo parallelo a quello della Comitiva degli orfanelli.

    Il branco, che si identificava con il nome di una chat Whatsapp, “Ultima di Carnali”- era caratterizzato da un “disgustoso atteggiamento” – sono parole del procurato capo di Taranto, Carlo Maria Capristo – nei confronti di soggetto debole.

    A tradirli sono stati i video trovati sui cellulari dei primi indagati; video che hanno condotto gli investigatori a fare piena luce sulle azioni del secondo gruppo di giovani manduriani. Il loro raid – che avevano come target sempre Stano – sono riconducibili ad alcuni giorni del periodo di Carnevale (il 3, il 5 e l’11 marzo scorsi).

    La sera di martedì grasso, gli indagati si erano organizzati per portare a termine l’ennesima incursione, decidono tramite chat cosa indossare, l’ora in cui agire, le maschere e le mazze da utilizzare. Dopo l’incursione si erano divertiti a commentare con soddisfazione (“…cè carnevali…lu pacciu è impacciuto lu triplu”) le azioni di ciascuno e condividendo la “foto di gruppo”.

    Il procuratore Capristo auspica ora una maggiore attenzione ed un monitoraggio più attento da parte delle istituzioni affinché episodi di questo genere possano non ripetersi mai più in futuro.

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