Stampa questa pagina

Cassa integrazione all'ex Ilva, i sindacati minacciano l'autoconvocazione al Mise In evidenza

 

"Fim, Fiom, Uilm e Ugl in assenza di una celere convocazione, come prima iniziativa di mobilitazione, auto convocheranno nei prossimi giorni il consiglio di fabbrica unitario di Arcelor Mittal presso il Mise". Si chiude con questo avvertimento al ministero dello Sviluppo economico il comunicato stampa diramato dalla Fiom Cgil al termine dell'incontro odierno tra le organizzazioni sindacali dei metalmeccanici ed ArcelorMittal per discutere della cassa integrazione per 1.400 unità a partire dal primo di luglio.


L'incontro - fa sapere la Fiom - non ha prodotto alcun avanzamento tra le parti: "permangono infatti ancora tutte le perplessità sull’avvio della procedura di Cigo, soprattutto in un clima di incertezza che riguarda il futuro occupazionale, ambientale e industriale dello stabilimento di Taranto".


I sindacati hanno dovuto prendere atto dell’indisponibilità da parte dell'azienda di sospendere la procedura di cigo in attesa di una convocazione da parte del ministero del Lavoro e dello Sviluppo economico. "Ad oggi - afferma la Fiom - non ci è chiara la mission della multinazionale e condividiamo le preoccupazioni delle istituzioni locali ed ecclesiastiche sul futuro di Taranto. Riteniamo necessario che le parti si incontrino, così come previsto dall’accordo del 6 settembre, per monitorare lo stato del suddetto accordo e gli impegni assunti da parte di Arcelor Mittal".

 


La palla è ora nella mani del ministro Luigi Di Maio, pressato dai sindacati a convocare con urgenza un incontro a Roma. Altrimenti Fim, Fiom e Uilm sono pronte a recarsi nella capitale, mettendo in atto una plateale e simbolica iniziativa il cui obiettivo è quello di riaccendere i riflettori sulla vertenza ArcelorMittal.

 

 

 

Vota questo articolo
(0 Voti)