Venerdì, 18 Ottobre 2019

    Cassa integrazione al siderurgico, duro attacco della Fiom all'azienda In evidenza

    All'indomani della presentazione della richiesta di proroga della cassa integrazione da parte di ArcelorMittal, il quadro delle unità coinvolte appare più chiaro. I sindacati parlano di "copia e incolla" rispetto alla precedente richiesta e preannunciano che sarà difficile, anche questa volta, trovare un'intesa sugli ammortizzatori sociali.

    Nell'estratto che segue vi mostriamo il prospetto consegnato dall'azienda alle sigle sindacali contenente le unità interessate dal nuovo ricorso alla cassa integrazione ordinaria che dovrebbe prendere avvio dal 30 settembre prossimo.

     

     

    Nel documento, ArcelorMittal ribadisce che la crisi del mercato dell'acciaio sta determinando effetti negativi sul versante dell'offerta, nonostante le strategie in ambito industriale e nel settore del marketing messe in campo dal gruppo. Anche le previsioni di incremento degli ordini nel terzo trimestre fanno sì che la domanda di acciaio risulti insufficiente "a saturare le potenzialità produttive".


    Allo stesso tempo, il gruppo franco-indiano non manca di rilevare quelli che a suo avviso sono i miglioramenti apportati agli impianti dello stabilimento di Taranto e che sintetizza così:

     

     

    Intanto, sul tema si registra un intervento della Fiom Cgil di Taranto che nei giorni scorsi è stata sentita dall'Inps in merito ad una denuncia presentata lo scorso 25 luglio. "La segreteria provinciale della Fiom Cgil - si legge nella nota - è stata convocata in data 2 settembre dall'Inps, presso l'ispettorato territoriale del lavoro, per dettagliare le anomalie riscontrate nella procedura di cassa integrazione e tutte le storture verificate durante l' utilizzo della stessa". 
     
    "Successivamente all’avvio della procedura di CIGO del 2 luglio - precisa il comunicato della Fiom - abbiamo infatti da subito riscontrato che è stato coinvolto in maniera verticale tutto il personale di manutenzione che opera sugli impianti di produzione, attualmente in marcia e non coinvolti da fermate. Inoltre anche le manutenzioni centrali hanno subito un taglio verticale e al tempo stesso, così come sta accadendo in queste ore, vengono affidate a terzi molte delle attività lasciando il personale sociale in cassa integrazione". Date queste premesse, la Fiom ritiene impossibile giungere ad un accordo in merito alla nuova richiesta di cassa ordinaria effettuata da ArcelorMittal. 

     

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