Venerdì, 18 Ottobre 2019

    Ecco cosa prevede il nuovo decreto Salva Imprese per l'ex Ilva: il testo integrale In evidenza

     

    E' stato pubblicato in gazzetta ufficiale il decreto legge 'Disposizioni urgenti per la tutela del lavoro e per la risoluzione di crisi aziendali'. Si tratta del provvedimento governativo in cui è contenuto l'articolo destinato a modificare quanto stabilito dal decreto 'Crescita' in materia di immunità penale per ArcelorMittal. Vediamo dunque insieme cosa prevede.

    Per prima cosa partiamo dal testo originale, quel decreto ribattezzato 'salva Ilva' del 5 gennaio 2015 che tante polemiche ha sollevato. Il decreto venne definito 'Disposizioni urgenti per l'esercizio di imprese di interesse strategico nazionale in crisi e per lo sviluppo della citta' dell'area di Taranto' e fu convertito in legge dal Parlamento a marzo dello stesso anno. Per eliminare lo scudo penale, ad aprile di quest'anno il 'decreto Crescita' ne ha modificato l'articolo 2, comma 6.

    Al termine delle varie riformulazioni, quest'ultimo comma, sino a ieri, prevede che: "L'osservanza delle disposizioni contenute nel Piano Ambientale di cui al D.P.C.M. 14 marzo 2014, come modificato e integrato con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 settembre 2017, equivale all'adozione ed efficace attuazione dei modelli di organizzazione e gestione, previsti dall'articolo 6 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, ai fini della valutazione delle condotte strettamente connesse all'attuazione dell'A.I.A. Le condotte poste in essere in attuazione del Piano Ambientale di cui al periodo precedente, nel rispetto dei termini e delle modalita' ivi stabiliti, non possono dare luogo a responsabilita' penale o amministrativa del commissario straordinario e dei soggetti da questo funzionalmente delegati, in quanto costituiscono adempimento delle migliori regole preventive in materia ambientale. La disciplina di cui al periodo precedente si applica con riferimento alle condotte poste in essere fino al 6 settembre 2019".

    L'articolo 2, comma 6, viene ora così modificato dal decreto firmato ieri dal Presidente della Repubblica: "L'osservanza delle disposizioni contenute nel Piano Ambientale di cui al D.P.C.M. 14 marzo 2014, come modificato e integrato con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 settembre 2017, equivale all'adozione ed efficace attuazione dei modelli di organizzazione e gestione, previsti dall'articolo 6 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, ai fini della valutazione delle condotte strettamente connesse all'attuazione del Piano Ambientale medesimo. Le condotte poste in essere in attuazione del Piano Ambientale di cui al periodo precedente, nel rispetto dei termini e delle modalita' ivi stabiliti, non possono dare luogo a responsabilita' penale o amministrativa del commissario straordinario e dei soggetti da questo funzionalmente delegati, in quanto costituiscono adempimento dei doveri imposti dal suddetto Piano Ambientale, nonche' esecuzione delle migliori regole preventive in materia ambientale. La disciplina di cui al periodo precedente si applica con riferimento alle condotte poste in essere fino al 6 settembre 2019 fatta eccezione per l'affittuario o acquirente e i soggetti da questi funzionalmente delegati, per i quali la disciplina di cui al secondo periodo si applica con riferimento alle condotte poste in essere in esecuzione del suddetto Piano Ambientale sino alla scadenza dei termini di attuazione stabiliti dal Piano stesso per ciascuna prescrizione ivi prevista che venga in rilievo con riferimento alle condotte poste in essere da detti soggetti, ovvero dei piu' brevi termini che l'affittuario o acquirente si sia impegnato a rispettare nei confronti della gestione commissariale di ILVA S.p.A. in amministrazione straordinaria. In ogni caso, resta ferma la responsabilita' in sede penale, civile e amministrativa derivante dalla violazione di norme poste a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori".

    ArcelorMittal prende atto della pubblicazione avvenuta oggi e con il Ceo della divisione italiana del gruppo, Matthieu Jehl, commenta: "Il nuovo decreto legge significa che, almeno per il momento, siamo in grado di continuare a gestire lo stabilimento di Taranto oltre il 6 settembre, pur continuando a valutarne l'impatto potenziale. Ora dobbiamo affrontare la questione dello spegnimento che è stato ingiunto per l'altoforno numero due. I Commissari Straordinari dell'Ilva AS, responsabili della questione, hanno presentato al Tribunale di Taranto una nuova istanza a tale riguardo. Mi auguro che si trovi una soluzione che ci consenta di continuare a far funzionare i tre altiforni indispensabili per la sostenibilità a lungo termine dello stabilimento di Taranto. Colgo l'occasione per ringraziare tutti i nostri dipendenti che continuano a gestire l'impianto e a produrre l'acciaio presente in molti aspetti delle nostre vite quotidiane e nelle infrastrutture italiane".

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