Venerdì, 18 Ottobre 2019

    Tre protocolli di intesa per valorizzare il Mar Piccolo: si punta al presidio della cozza tarantina In evidenza

    By F. Calderone Settembre 05, 2019
    Foto Studio R.Ingenito Foto Studio R.Ingenito

     

    Sottoscritti alla presenza del sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, tre protocolli di intesa con la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Lecce, Brindisi e Taranto, Cnr-Istituto di Ricerca sulle Acque e fondazione Slow Food per la biodiversità che ha come obiettivi la ricerca, la conoscenza e la valorizzazione del Mar Piccolo.
     
     
    I protocolli rientrano nelle attività immateriali del progetto "ReMar Piccolo: Natura e tradizioni per rivivere il mare", vincitore del bando regionale e finanziato per quasi 1 milione e 300 mila euro. Uno degli scopi principali è la creazione del marchio d'origine dei prodotti ittici locali. Come spiegato dalla soprintendente Maria Piccarreta, uno dei maggiori problemi è la presenza di plastica nel Mar Piccolo. Per ovviare a questa problematica l'innovativo traguardo da raggiungere è sostituire la plastica con delle fibre vegetali.

    Si svolgeranno inoltre azioni immateriali per valorizzare i paesaggi costieri del secondo seno del Mar Piccolo attraverso la comunicazione, la sensibilizzazione e l'animazione territoriale e l'intervento denominato "Il presidio della cozza nera tarantina" per recuperare le antiche tradizioni della mitilicoltura in un'ottica di sostenibilità e promozione turistica, con il coinvolgimento di mitilicoltori ed altri portatori di interesse del territorio tarantino. Nello specifico, Slow Food accompagnerà il Comune nella nascita della comunità Slow Food dei mitilicoltori del Mar Piccolo e nell'avvio di azioni per tutelare e valorizzare le originarie tecniche di coltivazione delle cozze. Scopo finale avere la certificazione del progetto dei presidi Slow Food. La Soprintendenza sosterrà l'amministrazione comunale in tutti gli interventi immateriali per creare una piccola economia di scala circolare, legata alla valorizzazione culturale dei parchi archeologici di Taranto ed al loro uso per coltivare fibre vegetali funzionali al recupero delle tradizionali tecniche di allevamento dei mitili nel Mar Piccolo. Infine il Cnr-Istituto di Ricerca sulle Acque, sede 'talassografico' di Taranto, orienterà le azioni progettuali per la ricerca e la valorizzazione di tecniche di mitilicoltura che siano maggiormente compatibili con l'ambiente del Mar Piccolo e metterà in pratica percorsi di sensibilizzazione ed educazione ambientale da rivolgere agli operatori della mitilicoltura.

    Queste le considerazioni del sindaco Melucci: "E' un progetto innovativo, uno strumento di tutela, ricerca e monitoraggio del Mar Piccolo. Consentirà con i produttori della mitilicoltura di fare un salto di qualità per ottenere un modello di sviluppo sostenibile".

    La soprintendente Maria Piccarreta ritiene molto utile lavorare in sintonia con il Comune di Taranto: "Mi è subito piaciuta l'idea perché fa partecipare attivamente la cittadinanza. È una piccola goccia per la tutela attiva del territorio attraverso i beni culturali. L'accordo con il Comune è importante, col sindaco abbiamo sempre avuto una leale e proficua collaborazione". 

     

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