Venerdì, 18 Ottobre 2019

    Il sindaco avverte Mittal: "Dopo il decreto serve un cambio di passo" In evidenza

    "Su ambiente, sicurezza dei luoghi di lavoro e salute dei tarantini urge un inequivocabile cambio di passo. È il tempo di segni visibili e sollievo concreto alla città, il linguaggio burocratico dei contratti e dei ricorsi non farà assopire la voglia di Taranto di voltare finalmente pagina. I dati anomali del mese di agosto riferibili alle emissioni del principale camino dello stabilimento sono lì a ricordarcelo". A pronunciare queste parole è il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci. Lo fa all'indomani dell'emanazione dell'ennesimo decreto contenente norme volte a salvaguardare il siderurgico ionico e a pochi giorni dalla relazione dell'Arpa che parla di 4 episodi emissivi anomali riconducibili all'attività del camino E312.


    Dopo aver preso atto della volontà del gruppo franco-indiano di restare a Taranto, Melucci specifica: "A me quello che interessa non è più se e quanto l’attuale gestore degli impianti decida di rimanere a Taranto, ma in che maniera esso abbia intenzione di rimanerci". Poi prosegue, affermando: "Continuiamo a monitorare i fatti e ad analizzare i dati e non possiamo dirci soddisfatti. Noi volteremo pagina, questo non è più in discussione, è in discussione se ArcelorMittal voglia accompagnare questa transizione di Taranto o non voglia piuttosto essere un ostacolo ad essa".

     

    Il primo cittadino sembra averne anche per il nuovo Esecutivo "dal quale - afferma - non abbiamo ancora udito parole di chiarezza sulle politiche industriali ed ambientali". "Non mi illudo - confessa Melucci - che il nuovo Governo così assortito possa agevolmente cambiare la situazione a vantaggio dei tarantini". Insomma, sta a Mittal ora dimostrare che i tanti proclami sin qui sbandierati - produzione e rispetto dell'ambiente, nonché della comunità ionica - siano un obiettivo concreto e non dichiarazioni di circostanza.

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