Venerdì, 18 Ottobre 2019

    L’Usb interviene al Consiglio comunale: “Licenziato nostro delegato da ArcelorMittal” In evidenza

    Durante lo svolgimento del Consiglio comunale odierno il coordinatore provinciale dell’Usb, Francesco Rizzo, ha avuto l’autorizzazione ad intervenire per circa 5 minuti per annunciare il licenziamento di un suo delegato Rsu da parte di ArcelorMittal. Alla base della decisione ci sarebbe l’assenza dello stesso dal posto di lavoro, in occasione di uno sciopero alla quale prese parte l’Unione Sindacale di Base, che si recò anche a Roma in quella circostanza. Secondo Rizzo si tratta però di “un licenziamento politico perché diamo fastidio all’azienda siderurgica. Ci hanno già detto chiaramente che a causa delle nostre denunce roviniamo l’immagine di ArcelorMittal e che il nostro atteggiamento è considerato non collaborativo”.

    Rizzo ha chiesto alla massime assise cittadina di assumere una posizione netta e priva di divisioni politiche per contrastare questo tipo di operato della multinazionale indiana: “Chiedo al Consiglio comunale di prendere posizione in merito, mettete da parte tutte le divisioni ed assumete una posizione unitaria. Non è giusto che un lavoratore debba accettare di rischiare la propria vita sul luogo di lavoro e restare anche zitto. La prossima settimana organizzeremo una manifestazione di protesta contro il licenziamento del nostro delegato – conclude il coordinatore provinciale Usb - e invitiamo tutti voi a partecipare”.

    L’assessore allo Sviluppo economico della regione Puglia, Mino Borraccino, solidarizza con il lavoratore licenziato e ritiene inaccettabile la decisione di ArcelorMittal: “Esprimo tutta la mia solidarietà al lavoratore dell’Ilva di Taranto, rappresentante sindacale dell’Usb, destinatario di un incomprensibile e immotivato provvedimento di licenziamento da parte dell’azienda, per non essersi presentato al lavoro lo scorso 9 luglio in quanto aveva aderito allo sciopero indetto dalla sua organizzazione sindacale e al presidio tenutosi a Roma dinnanzi al Ministero dello Sviluppo Economico. Siamo davvero allibiti nel constatare il mancato rispetto da parte dei vertici di ArcelorMittal delle prerogative e dei diritti dei lavoratori che sono sempre più preoccupati per il clima di grande confusione che continua a regnare sul destino dell’acciaieria tarantina. La sensazione che abbiamo nell’apprendere del licenziamento, ma vorremmo tanto sbagliarci,  di questo lavoratore modello, con vent’anni di esperienza alle spalle e padre di famiglia, è che ArcelorMittal abbia voluto “colpirne uno per educarne cento”, allo scopo di intimidire i lavoratori, affinché cessino di rivendicare, con gli scioperi e l’attività sindacale, i loro sacrosanti diritti, sia sotto il profilo della sicurezza sul lavoro sia sotto il profilo della tutela ambientale. E’, questo, un atteggiamento inaccettabile e padronale, da veri e propri “padroni del vapore”, che denuncia una concezione ottocentesca e non più tollerabile dei rapporti tra impresa e lavoratori. Sappia “ArcelorMittal” che il Governo regionale sarà sempre al fianco dei lavoratori che rivendicano i loro diritti e richiamiamo l’azienda al pieno rispetto degli impegni assunti nei confronti del Governo italiano, della Regione Puglia e di tutta la comunità tarantina. Rinnovo al lavoratore coinvolto in questa assurda vicenda e all’USB di cui è autorevole rappresentante, tutta la mia solidarietà personale e quella del Governo regionale – conclude Borraccino -, assicurando tutto il sostegno possibile, affinché prevalga il buon senso e possa presto tornare alla sua occupazione”

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