Venerdì, 18 Ottobre 2019

    Licenziamento dipendente, MITTAL: "Gravissima violazione obblighi contrattuali" In evidenza

    Taranto, 13 settembre 2019 - ArcelorMittal Italia, con un provvedimento emesso lo scorso 5 settembre, ha deciso di licenziare un dipendente occupato presso il Reparto Parchi dell’Area Ghisa perché, pur se incluso nelle liste nominative del personale di “comandata” - ossia quei lavoratori che, nel giorno di uno sciopero, vengono “comandati” a garantire la necessaria sicurezza di personale e impianti - non si è presentato sul posto di lavoro e non ha comunicato alcuna causa di impedimento.


    Le peculiarità tecniche di uno stabilimento a ciclo continuo come quello di Taranto presuppongono, per assicurare la sicurezza di persone e impianti, il presidio costante attraverso appunto le “comandate”, un adempimento garantito da intese sindacali risalenti nel tempo.


    A seguito dello sciopero di 24 ore proclamato lo scorso 9 luglio da USB nello stabilimento siderurgico di Taranto, il giorno prima, 8 luglio, ArcelorMittal Italia, in esecuzione degli accordi sulla “salvaguardia impianti”, ha provveduto a comunicare alle RSU di fabbrica le liste nominative del personale cosiddetto di “comandata” tra cui figurava anche il dipendente oggetto della contestazione.


    In ragione della sua assenza, la Società ha, in via informale, avvisato il sindacato USB e ha attivato la normale procedura disciplinare, così come previsto dal CCNL di riferimento, inviando una formale lettera di contestazione. Solo allo scadere dei termini previsti ArcelorMittal Italia ha preso la decisione di licenziare il dipendente perché il suo comportamento rappresenta una violazione gravissima degli obblighi contrattuali. Tra questi, in primo luogo, quello di adottare comportamenti che, nel caso di astensioni collettive dal lavoro, devono garantire l’imprescindibile salvaguardia delle persone e degli impianti. 

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