Venerdì, 18 Ottobre 2019

    Vicesindaco Castronovi: “La grande industria non collabora” In evidenza

    “Niente da fare, la grande industria non ce la fa proprio a collaborare. E la cosa lascia attoniti, perché riuscire a mandare all’aria tutto il carico di fiducia riposto a inizio consiliatura, davvero, non era semplice”: inizia così la nota del vicesindaco di Taranto, Paolo Castronovi, rivolta agli atteggiamenti assunti da ArcelorMittal.


    Non giungono bei segnali dai gestori dello stabilimento siderurgico: “Nei primissimi incontri, infatti, furono chiesti segnali tangibili di cambiamento formali e sostanziali, apertura alla città, condivisione, coordinamento. Nulla. Anzi, negli ambienti più svariati la percezione è parecchio peggiore rispetto ai precedenti proprietari. Questa volta siamo a commentare l’assenza ingiustificata della scorsa settimana del colosso dell’acciaio in Regione Puglia per discutere la questione dell’indotto. Un’altra occasione persa da ArcelorMittal – prosegue Castronovi - per provare a invertire quella percezione negativa che si consolida ogni giorno di più nella città che ospita la fabbrica. Eppure era auspicato da tutti che il tavolo regionale potesse ricomporre la vertenza dell'appalto Am”.


    Occorre comunque proseguire nella ricerca del dialogo, anche se il Comune condanna ogni tentativo di impoverire lavoratori ed imprese: “Siamo istituzioni e il senso di responsabilità e la ragione ci impongono di continuare a cercare il dialogo. La fiducia tentenna, inutile nasconderlo, e segnali confortanti non ne arrivano da nessuna delle grandi presenze industriali, Eni compresa. Per tutte queste ragioni, quello che vogliamo fare è continuare ad accelerare sulla transizione ecologica in Ecosistema Taranto supportata già da alcune delibere della giunta; una transizione che è assolutamente incompatibile con presenze così ingombranti, poco collaborative e mute.

    Ribadiamo ove mai ve ne fosse ancora bisogno che siamo in maniera convinta accanto ai lavoratori ed alle imprese. Il giochetto di imporre appalti a ribasso in cui sono penalizzati i lavoratori e le imprese locali vedrà sempre la nostra ferma condanna – conclude il vice Melucci - perché ci impoverisce due volte limitando il ritorno che portano i redditi di impresa e salari”.

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