Domenica, 05 Luglio 2020

    Parte medicina a Taranto. Studenti immersi nel verde e fra le polemiche In evidenza

    By Valentina Castellaneta Ottobre 14, 2019

    Questo lunedì per Taranto non è un lunedì come gli altri. Iniziano le lezioni del Corso di laurea in Medicina e Chirurgia, che arriva a Taranto dopo il si della Conferenza dei Servizi decisoria e dopo un lavoro comune di Regione, Asl, Università, Comune e Provincia.

    Un giorno, come lo definisce la nota stampa della Cittadella della Carità, “agognato dagli studenti che avranno la possibilità di formarsi sul territorio. Agognato  da tutti coloro che comprendono la portata del progetto, quello di una formazione che sarà però strettamente legata alla clinica, alla ricerca e ad uno sviluppo del territorio “tout court”. Un passo che forse non tutti i tarantini hanno compreso e che prevede, nel tempo, la creazione di un Campus bio medico. Una occasione fondamentale per movimentare il territorio, per frenare l’emigrazione degli studenti, per veder crescere la qualità dell’offerta di cura. Insomma una grande possibilità che i tarantini dovranno saper cogliere”.

    Le lezioni si terranno proprio qui nella Cittadella della Carità. Una struttura sanitaria che possiede sicuramente gli spazi e le caratteristiche utili ad un corso di studi come questo. Oltre ad essere realmente immerso nel verde, possedere parcheggi e, come spiega la nota: “facilità di arrivo (essendo posizionata nel quartiere Paolo VI), una casa di cura accreditata, una RSA, un poliambulatorio,  una mensa, diverse cappelle, un cappellano, una radio”.

    “Chi verrà a frequentare qui non si troverà in una struttura di serie B – come è stato erroneamente percepito – afferma il presidente della Fondazione prof. Avv. Salvatore Sibilla – ma avrà la possibilità di frequentare le lezioni con gli stessi docenti di  Bari,  in un ambito più a “misura d’uomo”.  Siamo soddisfatti  -afferma a seguito dell’incontro ufficiale tenutosi a palazzo di Città  che ha decretato l’avvio ufficiale del Corso di laurea, destinato a 60 studenti – e venerdì 18 ottobre  avvieremo questo nuovo percorso alla presenza della massime autorità Accademiche e Cittadine”.

    Eppure c’è chi storce il naso. Sibilla, infatti, si riferisce ai 48 studenti immatricolati al primo anno di Medicina nel capoluogo jonico che negli scorsi giorni, con una nota di protesta, avevano definito succursale di serie B la sede tarantina in cui, dicono, sono stati “Costretti” ad immatricolarsi, loro malgrado.

     Sui i 60 posti disponibili, infatti, 48 sono gli studenti effettivamente immatricolati e di loro solo quattro studenti avrebbero scelto come preferenza la sede di Taranto, secondo quanto dichiarato proprio dagli studenti. “Il corso di Medicina e Chirurgia del distaccamento Uniba di Taranto – scrive il gruppo di studenti - nasce con non poche perplessità da parte di noi studenti: è stato, infatti, inaugurato nonostante i pochi consensi raccolti tra studenti e professori. Il nuovo progetto aveva l'obiettivo di agevolare i pendolari provenienti anche da molto lontano che “avessero dovuto” seguire presso la sede di Bari, ma ha avuto come risultato che molti baresi si vedessero costretti a migrare verso Taranto, causa lo smistamento per graduatoria”. “È stato chiesto – proseguono - che venissero preposti trasporti sia verso Taranto che all'interno della città stessa e che fossero introdotti alloggi studenteschi per poter permettere così a tutti la frequenza alle lezioni e l'eventuale trasferimento nella città”. Ed ancora: “D'altra parte, il Corso di Taranto cercherà di rimanere in contatto quanto più possibile con la sede centrale al fine di non risultare “una succursale di serie B” priva di progetti, seminari o segreterie, con la speranza che ci siano garantiti tutti i canoni didattici e amministrativi che ci si aspetta da un qualsiasi corso di Medicina. Infine, rimaniamo fiduciosi che le promesse fatte dagli organi preposti vengano mantenute per la migliore riuscita del neonato corso”.

    Per la Fondazione Cittadella della Carità, invece, “la presenza di un  Corso di laurea in Medicina facilita, innegabilmente, una serie di rapporti con altre strutture sanitarie, e spinge a quell’innovazione che diventa fondamentale nel “prendersi cura”. Da parte  della struttura ospitante arriva, attraverso il presidente Sibilla, tutta la disponibilità a collaborare alla funzionalità dell’attività, ricordando il grande sogno del fondatore mons. Guglielmo Motolese di potenziare l’offerta sanitaria e la didattica, poi rappresentato e continuato dall’arcivescovo mons. Filippo Santoro” conclude la nota.

    Venerdì 18 ottobre sarà inaugurato l’anno accademico e i 12 posti mancanti verranno sicuramente colmati con la graduatoria a scorrimento. Per il resto… “ai posteri l’ardua sentenza”.

     

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