Martedì, 22 Settembre 2020

    Nel Castello Aragonese il restauro “a vista” delle tele settecentesche In evidenza

    Restauro delle tele settecentesche del Carella: presentati i primi esiti questa mattina, venerdì 24 gennaio, nella Sala Spagnola del Castello Aragonese. Il Comune di Taranto è proprietario dei dipinti su tela di Domenico Carella (1721 – 1813), che decoravano i soffitti al piano nobile dei palazzi Fornari e De Bellis nell’Isola Madre.


    Il progetto, elaborato dal Comune in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Brindisi, Lecce e Taranto, il Politecnico di Bari e la Marina Militare di Taranto, in base ad un Protocollo d’intesa sottoscritto il 16 settembre 2019, è stato illustrato presso il laboratorio allestito all’interno del Castello, alla presenza del Sindaco Rinaldo Melucci, del Soprintendente architetto Maria Piccarreta, della professoressa ing. Domenica Costantino, dell’Ammiraglio Salvatore Vitiello.

    Il progetto di restauro delle tele da soffitto dipinte da Domenico Antonio Carella è “a vista” . Il protocollo vuole recuperare parte di un patrimonio artistico non più visibile da circa 30 anni.

    I dipinti, originariamente fissati alle carenature lignee delle volte, furono schiodati dalle loro sedi negli anni ’80 per consentire i lavori di consolidamento statico degli immobili.

    Dopo anni di giacenza presso il laboratorio il restauro della Capitale che ne curò il distacco, le tele, sezionate ( fino a oltre dieci metri di lunghezza), furono riportate a Taranto nel 2015, dove sono tuttora custodite.

    L’iniziativa del sindaco Melucci, messa a punto con la collaborazione dell’assessore Ressa che ha seguito negli anni i lavori di restauro dei due immobili interessati, vede ora i primi esiti, a seguito degli interventi di restauro eseguiti dal personale tecnico della Soprintendenza all’interno del laboratorio organizzato all’interno della Sala Spagnola del Castello, messa a disposizione dall’Ammiraglio Salvatore Vitiello, ed allestito grazie al contributo degli Amici dei Musei di Taranto e dell’ANCE. I funzionari restauratori della Soprintendenza, hanno ricostruito digitalmente la composizione delle tele, sulla scorta della documentazione fotografica disponibile ed hanno testato le possibili tecniche di rimozione delle velinature applicate sui dipinti al momento del trasporto da Roma a Taranto.

    Oggetto di studio è stata, ed è tutt’ora, la grande tela (oltre 10 metri di lunghezza) del Palazzo Fornari con la raffigurazione del Giudizio di Paride, costituente la parte centrale della volta del salone principale. Il dipinto, che si trovava avvolto in un rullo, presenta lo strato pittorico protetto da carta incollata in maniera disomogenea, la cui rimozione appare particolarmente complessa. La porzione liberata dalla velinatura consentirà, con il contributo scientifico del Politecnico di Bari, di analizzare i materiali costitutivi e di valutare le forme di degrado presenti.

    “Non stiamo solo recuperano un’opera d’arte - ha dichiarato Melucci - ma stiamo dimostrando al mondo intero che a Taranto c’è tanta bellezza”.

    Vota questo articolo
    (0 Voti)
    © 2014 associazione CronacheTarantine. Tutti i diritti sono riservati