Lunedì, 01 Giugno 2020

    L'idea di Verdi e Taranto Respira: un'area "No Tax" per una nuova economia

    È stato presentato dal comitato Taranto Respira e dagli ecologisti Verdi Taranto, un progetto «ambizioso ma necessario», di conversione industriale e rigenerazione urbana ed ambientale. Un progetto che volta le spalle all'area industriale tarantina per avviare invece il rilancio economico, ed occupazionale di cui il territorio ha bisogno «per liberarsi dalla diossina che tante malattie e mortalità ha prodotto in decenni di attività, mettendo in ginocchio e distruggendo altre attività economiche».

    Angelo Bonelli a tal scopo, ha presentato una proposta per dimostrare che un'altra Taranto è possibile utilizzando una nuova politica industriale, economica e culturale. Basti pensare a paesi come Bilbao e Pittsburgh che sono riusciti ad avviare progetti di conversione industriale.
    «Coloro che hanno sfilato contro la deindustrializzazione del territorio pensano che questa città debba continuare ad essere la discarica dei veleni d'Italia. Tutto ciò è però inaccettabile sotto il profilo economico ed etico morale.- queste le parole del leader dei Verdi- Gli studi scientifici indicano che i dati epidemiologici sono sempre più preoccupanti».
    Occorre a suo dire, rilanciare economia in una città che ad oggi registra un livello di disoccupazione tra i più alti del sud ed un livello di crisi economica, specie nel terziario, tra i più drammatici, come indicano gli sessi dati della Camera di Commercio.
    La strada che i Verdi e Taranto Respira indicano è quella dell'istituzione di un'area No Tax, già eseguita in altri paesi d'Europa. Progetti come Tempa Rossa, la presenza di inceneritori, acciaierie con le loro aree a caldo sono pertanto incompatibili con l'avvio del progetto.
    «L'obiettivo è fare di questo territorio un punto di riferimento internazionale nel trasporto merci e nello scambio nave-ferro. -spiegano- Contestualmente quello di realizzare un polo tecnologico scientifico ed uno museale archeologico».
    Si punta alla riqualificazione e trasformazione urbanistica a partire dai suoli contaminati. In queste aree potranno quindi trovare accoglienza le imprese italiane ed estere che investiranno realizzando le proprie aziende nell'ambito della produzione di nuove tecnologie, della ricerca, delle biomedica e della produzione di beni e servizi. Tutti investimenti inseriti all'interno di una politica defiscalizzata per consentire ad imprese di creare lavoro ed occupazione.
    «Su questa politica di rigenerazione urbana la Confindustria dovrebbe essere attenta», commenta Bonelli che propone la chiusura dell'area a caldo dell'Ilva per una sua trasformazione in un sito urbanisticamente inserito all'interno del polo tecnologico industriale, scientifico, di ricerca ed universitario.
    Necessarie le bonifiche delle aree pubbliche e industriali utilizzando i fondi (1,8 miliardi di euro sequestrati ai Riva) di chi ha inquinato. Elementi essenziali di questo progetto sono la trasformazione del porto anche in scalo merci e navi passeggeri, il District Park, la riattivazione ai voli civili dell'aeroporto di Grottaglie oltre poi ad un adeguato collegamento ferroviario, alla realizzazione di strutture ospedaliere e della città dello sport. Il vero caposaldo per Taranto Libera resta il recupero della Città Vecchia che darebbe, a detta di Bonelli, circa 4mila nuovi posti di lavoro.
    «A Taranto bisogna ritrovare un senso di unità e una solidarietà tra tutti i movimenti, le realtà associative e cittadini – conclude il portavoce di Taranto Respira- per vincere una battaglia etica morale costruendo una nuova economia non basata sui veleni e sul malaffare».

    Il progetto "Area No Tax", verrà portato all'attenzione del Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi. 

     

     

    Il video a cura di Omega News

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