Martedì, 22 Settembre 2020

    Il Ministro Franceschini al Marta: «Taranto è Sparta. Si investa su questo per un turismo a livello mondiale»

    È stato in visita a Taranto, questa mattina lunedì 17 novembre, il Ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini. Ha visitato il Museo Nazionale Archeologico MARTA e si è poi recato a Palazzo di Città per incontrare il Sindaco Ezio Stefàno.

    «Il museo di Taranto è uno dei venti grandi musei nazionali, tra i 400 dello Stato, che hanno ottenuto un riconoscimento dalla Riforma del Ministero. Godranno infatti di una propria autonomia contabile amministrativa». Lo riferisce il Ministro Franceschini, in visita al Museo. «Si tratta di un importante investimento per il futuro che consentirà al Marta di riutilizzare i propri incassi. È una scelta fatta pensando non solo ai musei che già hanno un grande afflusso di visitatori - spiega- ma puntando anche su quelli che hanno grandi potenzialità sia per l'importanza delle collezioni che per i luoghi in cui si trovano. Il museo Archeologico di Taranto è uno dei siti più importanti a livello nazionale ed è in una città,Taranto, che per me rappresenta una grande sfida per il Paese intero». Franceschini è fortemente convinto infatti che «come successo a Torino, che da città industriale condannata ad un declino ha invece saputo investire su se stessa diventando una delle mete turistiche più importanti del Paese, penso che lo stesso percorso si possa fare a Taranto. Bisogna investire sul proprio patrimonio. I musei devono vivere, - prosegue il Ministro- quanto più più accolgono tanto più diventano parte integrante della città». 

    Il Ministro dei beni e delle attività culturali mostra inoltre vivo apprezzamento per il progetto di “Taranto, Città Spartana” ideato da un gruppo di giovani menti tarantine che valorizzando la storia delle nostre origini ha realizzato un brand turistico facilmente spendibile sul territorio per creare turismo e nuova economia. «È un progetto molto bello. - commenta Franceschini- Taranto davvero può investire sulla propria storia, non solo sul Museo ma anche sul suo centro storico e sugli altri monumenti che possiede. Taras è l'unica città spartana del mondo e quello di Sparta è effettivamente un brand con un successo incredibile. Quindi credo che puntare su questo deposito di memoria sarebbe una grande carta da giocare nella competitività del turismo mondiale».  

    Ad accoglierlo in città, c'era il sindaco Ezio Stefàno, oltre poi ai consiglieri e gli assessori del comune di Taranto ed il candidato alle primarie del centrosinistra Guglielmo Minervini. «È un orgoglio per noi presentare al Ministro uno dei gioielli della città di Taranto. - commenta il primo cittadino- Il nostro è il più prestigioso museo a livello internazionale».  A far strada tre le sale del Marta c'erano Antonietta dell'Aglio direttrice del Museo e Luigi La Rocca per la Soprintendenza per i Beni archeologici della Puglia.  «Il museo è piaciuto molto al Ministro Franceschini. - fa sapere Dell'Aglio- Speriamo quindi che il Governo dedichi al Marta l'attenzione che merita per una più adeguata promozione. Il Museo parla da sé ma se non viene fatto conoscere, chiaramente non attira gente. Si è infatti meravigliato del numero esiguo di visitatori rispetto a quanto realmente meriterebbe».

    Il Ministro ha poi promesso di inaugurare, il prossimo 1° aprile, in contemporanea con l'apertura del museo Egizio di Torino, anche l'ultimo piano espositivo del Marta. «Si prevede l'apertura delle restanti sale del museo di Taranto nella prossima primavera e credo ci siano tutte le condizioni per rispettare questi tempi. - assicura il Ministro- La parte non ancora allestita è quella collegata a Sparta e credo che Taranto abbia tutte le potenzialità per sviluppare questo straordinario tema».  Franceschini in giornata, si recherà a Matera, per festeggiare il primo mese dal riconoscimento di Capitale Europea della Cultura.  «Anche questa è una prova che bisogna investire nel Mezzogiorno. - aggiunge- C'è un dato che grida vendetta, vale a dire che l'85% dei turisti stranieri che vengono nel nostro Paese si fermano a Roma e non conoscono la bellezza del Sud Italia. Questo deve cambiare».

     

     

    Foto a cura di VideoM

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