Domenica, 20 Gennaio 2019

    Ilva, salta la visita della commissione Ue, D'Amato e Pedicini (M5S): «stabilimento in decadimento, si vada oltre»

    «L'Ilva di Taranto è ormai in decadimento. Per assurdo dal 2012 ad oggi, le cose sono solo peggiorate. Inoltre, le perdite di commesse rendono la fabbrica sconveniente non solo da un punto di vista ambientale ma anche economico». È quanto dichiarano gli eurodeputati del Movimento 5 Stelle Rosa D'Amato e Piernicola Pedicini davanti la Portineria A dello stabilimento siderurgico nel giorno in cui si sarebbe dovuta effettuare l'ispezione della Commissione Ambiente.

    Mentre due europarlamentari, Mazuronis e Florenz, rispettivamente del gruppo Alde e del gruppo Epp, avevano comunicato la loro assenza già da alcuni giorni, tre europarlamentari, il conservatore Dohrmann (stesso gruppo politico di Raffaele Fitto) e due italiani del Pd ( Massimo Paolucci e Nicola Caputo), hanno comunicato solo all'ultimo minuto la loro indisponibilità a prendere parte alla missione, «adducendo scuse poco credibili». 

    I pentastellati D'Amato e Pedicini riferiscono che «all'interno dello stabilimento si contano diversi problemi e solo lo scorso venerdì si è scampato un altro pericolo. Pensiamo -dicono- che la visita sia stata spostata per questi motivi».
    Il Movimento 5 Stelle, aggiunge D'Amato, «c'è e vuole contrastare questo modo di fare. Saremo vicini ai lavoratori ed ai cittadini. Riporteremo la verità in Europa sul più grande ed inquinante stabilimento siderurgico».
    L'eurodeputata tarantina, insieme al portavoce europeo del M5S, Piernicola Pedicini, (coordinatore pentastellato in Commissione ambiente), ha dunque chiesto nei giorni scorsi, al commissario straordinario dell'Ilva, Carrubba, di poter visitare comunque l'impianto visto che tutto era stato già programmato. La risposta è stata negativa: Ilva- si apprende- «aveva già archiviato la pratica 'visita Commissione Ue' dopo aver saputo dell'annullamento».
    Ciò nonostante, gli eurodeputati, mantenendo fede alle loro promesse, sono giunti a Taranto ed hanno incontrato le associazioni ed i comitati (Wwf, Peacelink, Taranto respira) e sindacati (presenti solo Usb e Cobas. Uil ha espresso l'impossibilità a partecipare; da Cgil e Cisl non è giunta alcuna risposta) che hanno voluto confrontarsi con il Movimento.
    «È emersa la volontà di stringersi attorno ad un progetto comune ed alternativo che il M5S porterà in Comune, Regione, Governo e sicuramente anche al Parlamento Europeo. Vogliamo delineare le linee guida della Taranto del futuro per rivoltare la città come un calzino. - argomenta D'Amato- Serve una riprogrammazione totale della città, che vada oltre l'Ilva una volta per tutte, partendo dalle vere vocazioni del territorio, (agricoltura, pesca e turismo culturale). Tutto nella concezione futura, che il Parlamento europeo ha approvato, dell'economia circolare, per la quale - precisa Pedicini- è possibile reimpiegare tutti i lavoratori in maniera stabile e pulita».
    Il processo partecipativo è stato già avviato e il Movimento 5 Stelle metterà presto nero su bianco, le proposte di cambiamento per la città, grazie al supporto di tecnici ed esperti. Intanto il M5S ha presentato in Parlamento una risoluzione per chiedere al Governo di usare il miliardo e 200 milioni sequestrato alla famiglia Riva, per la messa in sicurezza delle falde acquifere, la bonifica ambientale dei terreni, dei sedimenti e delle falde contaminate nei comuni di Taranto e Statte, oltre poi all'esenzione del ticket sanitario per i cittadini per almeno 5 anni, la riqualificazione dei lavoratori Ilva e l'introduzione di misure di sostegno al reddito. 
    D'Amato e Pedicini assicurano che nel prossimo semestre la visita all'Ilva si fará e se ciò non dovesse avvenire, «il Movimento 5 Stelle chiederà comunque di entrare nello stabilimento per verificare il fantomatico 91% delle prescrizioni Aia realizzate».

     

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