Domenica, 17 Ottobre 2021

    Peacelink alla Commissione Ue: «il PM10 ha un potere mortale doppio rispetto ad altre città»

    Oggi a Taranto un gruppo di europarlamentari della commissione ambiente visiterà la città e l'Ilva. Si é tenuto un incontro in Prefettura con diverse associazioni, tra cui PeaceLink. Alessandro Marescotti, ha relazionato sulla qualità dell'aria.

    «Il direttore generale della Asl di Taranto, Stefano Rossi, in sede di audizione parlamentare ha recentemente affermato che allo stato attuale l’aria di Taranto sarebbe migliore di quella di molte città del nord Italia. - ha riferito- Tale dichiarazione è stata definita “non corretta dal punto di vista scientifico” dal presidente dell’Ordine dei medici Cosimo Nume e anche dalla pediatra Annamaria Moschetti, recentemente nominata dal Presidente della Regione, per competenza ed esperienza, nel “Collegio degli Esperti” per la Puglia».
    I medici scrivono: “In realtà, le polveri riscontrabili in atmosfera a Taranto sono qualitativamente differenti e pertanto non paragonabili a quelle di altre realtà italiane così come riportato nello studio “Sentieri””.  La verità, secondo Peacelink, «è che ha ragione l’Ordine del Medici di Taranto e non la Asl di Taranto che da una parte “promuove” la buona aria di Taranto e dall’altra emana “misure cautelative” se il PM 10 supera i 25 μg/m3, in particolare se il vento viene dall’area industriale (i cosiddetti “Wind Days”). Ma come mai -si domanda Marescotti- vengono emanate misure cautelative se si supera il livello di 25 μg/m3 che non dovrebbe essere preoccupante in quanto per la Asl sarebbe la “metà di limiti fissati dalle legge”? Infatti 25 μg/m3 di Taranto -informa- hanno un impatto mortale equivalente a 55 μg/m3 di altre città italiane in quanto la miscela del PM10 di Taranto è più tossica di oltre 2 volte: per la precisione 2,2 volte. E questo ce lo dice lo studio epidemiologico Sentieri».
    Taranto dunque, «non può essere comparata con altre città “pesando” il PM10 ma valutandone la tossicità che è più elevata a parità di peso. In altre parole ciò che rende il PM10 di Taranto molto più pericoloso è la sua miscela tossica: è un particolato più velenoso che provoca una quantità di morti più che doppia rispetto ad altre città. E questo è documentato nelle ricerche di epidemiologia. L’Ilva potrà emettere meno particolato di prima per via della ridotta produzione ma la sua tossicità intriseca rimane sostanzialmente quella».
    Secondo Peacelink, «non è corretto che la Asl di Taranto usi le statistiche di Legambiente come scudo per non mostrare la verità: ossia una maggiore mortalità a Taranto rispetto all’atteso».
    Agli europarlamentari perciò dicono che «a Taranto abbiamo una vivace discordanza di visioni fra l’Ordine dei medici e la Asl. I medici sono allarmati, la Asl tranquillizza e smentisce i medici senza avere tuttavia dati epidemiologici aggiornati che dimostrino che la situazione attuale nella città di Taranto sia migliorata e che si sia allineata alla media della mortalità e della morbilità della Puglia».
    Ed ancora, «l’Asl nella sua deludente risposta all’Ordine del Medici, sembra non tenere minimamente conto di questo dato ormai acquisito dalla letteratura scientifica: il PM10 di Taranto ha un potere mortale più che doppio rispetto a quello di altre città».
    Inoltre PeaceLink ha fatto sapere che nel marzo 2006 ha chiesto al sindaco di Taranto “se possa escludere che dalle attività attuali dell’Ilva possano insorgere danni alla salute dei cittadini e se la situazione di salute della popolazione stia migliorano o no dopo l’Aia”. Il sindaco di Taranto, rileva Peacelink «ha rigirato tale richiesta alla Asl, che non ha ancora risposto. Il sindaco intanto scrive: "Si resta in attesa di valutazioni da parte della Asl di Taranto". Ma come mai questa nota del Sindaco sui rischi per la salute dei cittadini in relazione alle emissioni dell’ILVA rimane priva di riscontro se la ASL dice che la situazione non è poi così male come lamentano i medici tarantini?», conclude Marescotti.

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