Domenica, 17 Ottobre 2021

    Ilva, Fim Cisl a Emiliano: «inopportuna la sua propaganda»

    Dopo le dichiarazioni del Presidente della Regione Michele Emiliano che annuncia di voler chiedere la revoca della facoltà d'uso dello stabilimento Ilva "a meno che il processo di ambientalizzazione sia portato a termine e la messa in sicurezza della fabbrica sia assicurata”, è immediata la reazione della Fim Cisl.

    «Nel giorno del saluto a Giacomo Campo le parole del Governatore Michele Emiliano sono quanto mai inopportune». Così il Segretario generale della Fim Cisl Marco Bentivogli. 

    Noi della Fim Cisl, prosegue, «da tempo lamentiamo i limiti della gestione commissariale e il degrado di conduzione dello stabilimento. Bisogna andare indietro di molti decenni per trovare un periodo con così tanti incidenti in Ilva. Ma fermare lo stabilimento, come chiede il Governatore della Puglia, aggiunge solo altri problemi. Dovrebbe sapere che un impianto siderurgico a ciclo integrale non si ferma dalla mattina alla sera e mi chiedo, quale sarà il reddito di oltre 20.000 persone con produzione ferma? Quali bonifiche? Abbiamo già vissuto Bagnoli, chiusa nel ’98 e ancora bonificata solo per 1/3».
    Secondo Bentivogli, «serve che ognuno faccia la sua parte e lo faccia presto. Anche per quello che compete alla Regione (monitoraggi, interventi periodici, sorveglianza sanitaria) è sicuro, Emiliano, che la Regione sia a posto? La Regione sostiene che “da oggi eserciterà tutte le sue prerogative”. E perché non da ieri? Serviva l’ennesimo morto sul lavoro?»
    L’Aia, riferisce ancora, «è stata sottoscritta dalla Regione Puglia. Bene, portiamola a compimento al più presto insieme alla messa in sicurezza di tutto l’impianto. Prima usciamo dalla gestione commissariale riassicurando una gestione industriale responsabile e più sicurezza e salute saranno garantite alle persone. Giacomo teneva al suo lavoro, sulla sua riconferma a tempo indeterminato stava costruendo la sua vita. Spetta anche alle istituzione garantire che tutto il lavoro sia sicuro e salubre».
    Anche per Valerio D'Alò, «la Regione avrebbe dovuto assicurare i controlli ed essendo firmataria dell’Aia deve fare della sua attuazione un cavallo di battaglia. Attraverso i dovuti controlli, inoltre, si sarebbe accorta da se che la fabbrica è ferma. Non c’è traccia alcuna di nessuna opera di bonifica». Poi aggiunge: «non vogliamo in nessun modo strumentalizzare un episodio drammatico, come quello accaduto sabato scorso su cui siamo fiduciosi che la magistratura farà piena luce, per assicurare giustizia, individuando colpe e responsabilità. La nostra posizione l’abbiamo con forza dichiarata sabato alla viceministra Teresa Bellanova e questo mercoledì la ribadiremo ai commissari».
    Sembra, spiega D'Alò, «che sia solo il sindacato a voler rimarcare l’importanza di una tenuta complessiva dell’ambiente e del lavoro. Operazione che solo qui in Puglia appare un’utopia».
    Sempre nell’incontro del 9 febbraio scorso, «il Presidente Emiliano aveva assunto anche l’impegno ad insediare una “task force” per discutere degli ammortizzatori sociali scaduti già dal 15 febbraio, ma ad oggi, le condizioni dei lavoratori non sono ancora state prese in esame. Lo stesso dicasi per le famose “economie aggiuntive”, discusse nella stessa occasione: si sarebbero dovute sviluppare per affiancarle a Ilva ed occupare gli attuali “senza lavoro” del territorio. A queste promesse solo silenzio. Nessun fatto successivo».
    Quello che la Fim Cisl chiede al Presidente «è un dialogo sereno, rispettoso dei cittadini e dei lavoratori».

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