Domenica, 25 Agosto 2019

    ArcelorMittal, primo confronto coi sindacati; Usb scettica In evidenza

    Si è svolto ieri, presso la sede di Confindustria a Roma, il primo incontro tra i vertici di ArcelorMittal Italia e le organizzazioni sindacali dei lavoratori metalmeccanici. L’obiettivo era fare il punto sull’accordo firmato al ministero dello Sviluppo Economico il 6 settembre del 2018.

    La Fiom Cgil, per mezzo del suo segretario nazionale, Rosario Rappa, fa sapere che – secondo quanto riferito dall’azienda - i volumi produttivi sono fermi a quattro tonnellate e mezza di acciaio all’anno e l'obiettivo delle sei tonnellate potrebbe essere raggiunto nella seconda metà del 2019.

    “I vertici di ArcelorMittal – afferma Rappa – ci hanno aggiornato sull'analisi del contesto siderurgico europeo e mondiale: i ritardi nell'aumento della produzione sono dovuti secondo l'azienda alla situazione in cui si trovano gli impianti, alla riorganizzazione del lavoro con all'orizzonte un mercato europeo dell'acciaio che sta rallentando ed a un parallelo aumento dei prezzi a causa degli Usa, oltre che all'aumento dei prezzi da parte della Turchia. Il piano occupazionale necessita di arrivare all'assunzione di 10.700 lavoratori”.

    Sul versante delle assunzioni, Rappa afferma: “Il rispetto del numero delle assunzioni entro il 2019 al netto dei 62 ancora mancanti, a cui si aggiungono i lavoratori dell'indotto, va vissuta in maniera dinamica. Al crescere dei volumi produttivi, per arrivare ai 6 milioni di tonnellate previsti dal piano, più le brame da trasformare, si deve arrivare al prosciugamento dell'attuale bacino di cassa integrazione. L'obiettivo deve essere come previsto nell'accordo l'assorbimento di tutti i lavoratori”.

    Si dice non pienamente convinto invece il coordinatore provinciale dell’Usb, Francesco Rizzo. "Terminato l'incontro svolto nella sede romana di Confindustria dove abbiamo incontrato ArcelorMittal e AM Investco, nella persona di Matthieu Jehl – afferma –, rimaniamo scettici di fronte alle dichiarazioni di intenti da parte dell'azienda. Nonostante gli annunci importanti illustrati nell'ambito di questo incontro in merito agli investimenti da attuare sugli impianti, possiamo solo constatare che dalla data della firma dell'accordo non ci risulta speso un solo euro all'interno dello stabilimento di Taranto. Ad oggi registriamo solo la diminuzione del personale sugli impianti produttivi e l'abbattimento del costo della forza lavoro con l'impiego delle unità impiegate nelle ditte in appalto".

    “Apprendiamo – aggiunge inoltre Rizzo - che l'azienda che gestisce lo stabilimento di Taranto prevede un piano di investimenti manutentivi sugli impianti (acciaierie, colate continue, altoforni, treno nastri) da attuare con fermate programmate a partire dai prossimi mesi. Inoltre saranno acquistati 70 carrelli elevatori, 10 locomotori e saranno effettuati interventi in alcuni punti critici della linea ferroviaria interna”.


    “Come sindacato – conclude il coordinatore dell’Usb - ribadiamo la nostra diffidenza di fronte ad intenti, annunci ed illustrazioni. Rimaniamo, pertanto, immobili sulle nostre posizioni, le stesse che ci hanno portato alla fase di denuncia e che ci vedrà impegnati nell'udienza già fissata presso il Tribunale di Taranto il 19 febbraio prossimo. In questa sede contiamo che si faccia giustizia”.

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