Mercoledì, 26 Giugno 2019

    Teleperformance, Slc Cgil: "No a divisioni tra lavoratori" In evidenza

    Foto studio Renato Ingenito Foto studio Renato Ingenito

    "La vertenza Teleperformance è la perfetta metafora di come la deregolamentazione del mercato del lavoro si scarica sui lavoratori". Esordisce così Andrea Lumino, segretario provinciale della Slc Cgil, durante la conferenza stampa convocata questa mattina per fare il punto sulla situazione dei lavoratori del call center.

    Secondo Lumino: "Teleperformance chiede di applicare il Fondo Integrativo Salariale, ammortizzatore sociale a cui potrebbe accedere anche senza accordo sindacale [...]. Ma il 26 marzo scorso, quando si dovevano approfondire le ragioni che avevano indotto Teleperformance ad aprire un tavolo sulla crisi aziendale, l’azienda ha cercato di scaricare la probabile crisi su alcuni, senza analizzare compiutamente un percorso da seguire".

    "La società - lamenta Daniele Simon, segretario provinciale del Nidil - da una parte chiede di tagliare orari di lavoro e salari ad alcuni dipendenti, contemporaneamente in barba alla crisi che giustificherebbe l’accesso all’ammortizzare sociale, comunica a 125 lavoratori somministrati la trasformazione del loro contratto in staff leasing. E fino a qui c’è una nostra apertura a discutere, ma bisogna partire dal principio che ci sono lavoratori che operano sulle commesse commerciali da diversi anni in attesa di una stabilizzazione".

    "Inoltre - affermano i rappresentanti della Cgil -, Teleperformance dimentica, o fa finta di dimenticare, che nel tempo si sono alternati contratti di somministrazione a lavoratori che hanno svolto le loro mansioni anche per diversi anni, alimentando la propria aspettativa di essere stabilizzati. Ci sono lavoratori che sono ancora lì in questa condizione e altri che sono stati mandati via dopo diversi anni di servizio. Quello che vorremmo comprendere da Teleperformance è quando arriverà il tempo della stabilizzazione per questi lavoratori che hanno già ampiamente dimostrato di essere affidabili".

    "Siamo tutti dalla stessa parte – conclude Lumino – e il sindacato non si renderà complice di un accordo per ammortizzatori sociali che mette i lavoratori gli uni contro gli altri e li impoverisce nelle tasche e nei diritti".

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