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È una scena nuova, quasi inattesa, quella che si prepara all’interno del Taranto Eco Forum: per la prima volta, il dibattito sulla rigenerazione del territorio mette al centro non solo istituzioni, tecnici e progettisti, ma le associazioni, le realtà di base, le comunità che ogni giorno abitano la città e ne sostengono il cambiamento.

È da questa volontà di allargare lo sguardo che nasce la tavola rotonda “Rigenerare il territorio, generare cultura: visioni Grassroots”, promossa e coordinata dal Comitato Promotore per la realizzazione del Museo delle Scienze di Taranto.
L’idea è semplice e radicale allo stesso tempo: parlare di ecologia non può limitarsi alla dimensione ambientale o tecnologica, ma deve includere l’ecosistema sociale, il contributo quotidiano di chi vive i quartieri, cura gli spazi, costruisce relazioni, immagina alternative. «Siamo gli operatori, le braccia della Taranto che cambia» dichiarano i rappresentanti delle associazioni coinvolte, rivendicando un ruolo che non vuole più restare ai margini. «Partecipiamo per rappresentare il tessuto sociale vivente ed in gran fermento della nostra città, ricordando che la sostenibilità si misura anche sulla capacità di rispondere alle istanze che arrivano dal territorio e sulla tutela dei suoi beni comuni: salute, cultura e biodiversità».
La tavola rotonda diventa così un’occasione di rendicontazione sociale, un momento in cui la cittadinanza attiva mostra ciò che ha già costruito, spesso lontano dai riflettori: progetti nati dal basso, iniziative autonome, pratiche di cura e rigenerazione che hanno prodotto impatti concreti e misurabili. Un “prato spontaneo” di competenze e visioni che dimostra come la trasformazione di Taranto sia già in corso, e che merita di essere riconosciuta, messa in relazione, valorizzata.
La partecipazione al Taranto Eco Forum assume quindi un carattere propositivo: contribuire a un racconto più ampio della città, che non sia schiacciato solo sulla sua storia industriale, ma che sappia restituire la ricchezza della biodiversità, del paesaggio, del patrimonio culturale e, soprattutto, della determinazione delle sue comunità. Le realtà grassroots scelgono di entrare nel cuore del dibattito pubblico con una programmazione coerente con gli obiettivi dell’Agenda 2030, fondata sulla tutela dell’ecosistema e della salute pubblica.
L’incontro, previsto per il 22 maggio 2026 alle ore 14, sarà moderato dalla prof.ssa Enza Tomaselli e si articolerà in due momenti. Il primo panel, dedicato alla domanda “Può Taranto adottare un approccio sistemico?”, vedrà gli interventi di Noemi La Sorsa e Lucia Spada del Comitato Promotore del Museo delle Scienze, Carmen Galluzzo Motolese del Club per l’Unesco Taranto e Gladys Spiliopoulos di TRACCE APS. Il secondo panel, focalizzato su “Come stimolare la rigenerazione culturale a partire dalla rigenerazione del territorio”, darà voce alle esperienze già attive: Giovanni De Vincentis (WWF Taranto), Vito Maglie (I Cavalieri de li Terre Tarentine), Domenico Magliulo e Giuliana D’Alessandro (Lignum – Alberi per Taranto), Vito Difino (Come Scienza), Gabriella Angius (LAC Taranto), Loredana Ferrantino (Ortolandia) e Ylenia Gallo (Progetto ERATO).

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