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Foto Studio R. Ingenito

Nel Salone degli Specchi di Palazzo di Città, questa mattina Taranto ha messo in chiaro la rotta: gli impianti sportivi dei Giochi del Mediterraneo non saranno un’eredità lasciata al caso, ma un sistema da governare con anticipo, metodo e una visione che tiene insieme sport, cultura, turismo e sviluppo urbano.

Il sindaco Piero Bitetti ha aperto la conferenza stampa ricordando il lavoro svolto in questi mesi dal Tavolo dello Sport, «un percorso che all’inizio qualcuno ha contestato, ma che oggi sta producendo risultati concreti». Bitetti ha spiegato che la scelta dell’amministrazione è stata quella di comunicare alla città «il modo in cui l’ente intende procedere, perché parliamo di scelte che avranno ricadute sensibili sullo sviluppo del territorio e un impatto fortissimo sulla comunità». I Giochi, ha aggiunto, sono «un evento di interesse mondiale, un’occasione per mettere in vetrina le nostre bellezze, il patrimonio, la cucina, tutto ciò che può generare nuove economie, a partire dal turismo».
Il sindaco ha poi allargato lo sguardo al sistema universitario, ricordando che le relazioni costruite attorno ai Giochi «potranno orientare scelte importanti, come l’Università del Mediterraneo», grazie anche alla collaborazione con atenei italiani e internazionali. Ma il cuore della conferenza è stato il tema degli impianti sportivi, «un’eredità che deve vivere oltre i quattordici giorni della competizione». Bitetti ha spiegato che gli impianti sono stati progettati per ospitare le gare, «ma noi ci stiamo già preoccupando di renderli fruibili subito dopo, così da metterli a disposizione della collettività e candidarli a ospitare eventi nazionali e internazionali».
Il vicesindaco Mattia Giorno ha sottolineato il valore dell’anticipo amministrativo: «Siamo a tre mesi dai Giochi e i bandi sono già pubblicati. Questo significa che non arriveremo a ridosso dell’evento per poi dover subire lunghi tempi burocratici. L’obiettivo è essere pronti non solo per i Giochi, ma soprattutto per ciò che accadrà dopo». Giorno ha ricordato che i bandi seguono due percorsi: da un lato le procedure semplificate dell’articolo 5 del Codice dello Sport, dall’altro i project financing dell’articolo 193 del Codice degli Appalti, «scelte calibrate sulla complessità e sul valore economico degli impianti». Ha poi chiarito la scelta di non includere lo stadio Erasmo Iacovone nei bandi: «È in corso una procedura specifica con il gruppo Ladisa per un project financing dedicato. Proprio questa mattina è partita una nota tecnica per completare l’istruttoria». Contestualmente, il Comune ha chiesto al Commissario dei Giochi la data esatta di riconsegna dello stadio dopo la manifestazione, «passaggio indispensabile per garantire l’utilizzo temporaneo della struttura al Taranto Calcio per il prossimo campionato».
Il direttore generale Marco Lesto ha fornito gli elementi tecnici, spiegando nel dettaglio le differenze tra le procedure, i tempi, le fasi istruttorie e i criteri di valutazione. Ha ricordato che la consultazione preliminare di mercato è stata fondamentale per costruire bandi realistici: «Abbiamo chiesto agli operatori: a quali condizioni siete disposti a gestire questi impianti? Le risposte hanno orientato le scelte procedurali». Lesto ha evidenziato anche le difficoltà legate alla gestione dell’impianto natatorio di Torre d’Ayala, «uno dei più complessi per costi di gestione e fabbisogni energetici», e ha confermato che l’amministrazione sta lavorando con il Governo per individuare forme di sostegno.
Giorno ha poi rivendicato tre scelte politiche inserite nei disciplinari: la tutela occupazionale dei lavoratori già impiegati negli impianti, l’accessibilità per le associazioni sportive dilettantistiche con tariffe calmierate e la valorizzazione delle proposte con forte impatto sociale. «Non lasceremo indietro nessuno», ha ribadito, ricordando l’impegno assunto in Consiglio comunale. Ha inoltre spiegato che saranno premiate le proposte che prevedono la gestione integrata di più impianti, «perché alcuni generano margini, altri deficit: metterli insieme significa garantire sostenibilità».
Bitetti ha chiuso la conferenza con un messaggio chiaro: «Abbiamo lavorato mesi per tenere insieme tutti i pezzi del puzzle: uffici, giunta, consiglio, commissario dei Giochi, operatori del settore. Oggi presentiamo bandi che non sono solo atti amministrativi, ma strumenti per costruire il futuro della città». E mentre i Giochi si avvicinano, Taranto prova a giocare d’anticipo, trasformando un evento sportivo in un’occasione strutturale di crescita.

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