CRONACHE TARANTINE
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Nel Salone degli Specchi, questa mattina, l’aria era quella delle grandi occasioni: Taranto ha presentato la delibera di Giunta che ridisegna il futuro degli impianti sportivi dei Giochi del Mediterraneo, ma tra numeri, procedure e scadenze non poteva mancare il tema che da giorni incendia il dibattito cittadino: il nuovo stadio Iacovone e le parole, pesanti come macigni, arrivate dalla presidenza del Taranto Calcio subito dopo la gara d’andata contro il Gladiator.
«Senza la gestione diretta del nuovo stadio – aveva fatto sapere la società dei fratelli Ladisa – difficilmente potremo proseguire la nostra esperienza». Una dichiarazione che ha agitato tifosi, politica e opinione pubblica.
A fare chiarezza, durante la conferenza stampa, è stato l’assessore comunale all’Attuazione del programma, Gianni Cataldino, protagonista di un intervento che ha riportato il confronto su un binario di razionalità. «Il dibattito sullo stadio Iacovone ha un po’ messo in ombra l’importanza di tutti gli altri impianti sportivi» ha esordito, «cioè l’importanza di tutti gli sport e di tutti gli sportivi che su questo territorio devono essere aiutati a crescere. Questo è l’obiettivo dell’amministrazione, e questo obiettivo vogliamo raggiungere».
Cataldino non ha nascosto il rammarico per il clima creatosi attorno alla questione: «Mi sarebbe piaciuto, come penso a ogni sportivo, parlare dell’obiettivo raggiunto domenica, che è più importante di tutto il resto. Invece ho letto editoriali e interventi politici che viaggiano sul binario dell’ovvietà». L’assessore ha rivendicato il lavoro svolto dall’amministrazione: «Tutto ciò che potevamo mettere in campo per consegnare alle società sportive impianti di questo valore, compatibilizzando tutto con le possibilità economiche dell’ente, lo abbiamo fatto. E il lavoro di questi mesi lo dimostra».
Poi il passaggio decisivo, quello che riguarda il Taranto Calcio e il project financing presentato dai Ladisa. «Abbiamo sempre avuto attenzione per lo sport e lo abbiamo dimostrato già l’anno scorso, quando con il titolo sportivo nelle mani dell’amministrazione abbiamo avviato interlocuzioni con tifosi e imprenditori. Alla fine abbiamo individuato nei fratelli Ladisa il soggetto utile a far crescere un percorso nuovo». Cataldino ha ricordato che il project financing «sta seguendo l’iter previsto, senza ritardi», e che l’interlocuzione «è ancora attiva». Ma ha anche precisato un punto fondamentale: «Non c’è una scelta da parte dell’amministrazione, perché l’amministrazione non compete una scelta. A fronte di un project che poi andrà in gara, dobbiamo seguire ciò che la legge prevede».
L’assessore ha voluto anche smussare i toni dopo le dichiarazioni della presidenza rossoblù: «Credo che le parole del presidente Ladisa non abbiano accompagnato totalmente il suo pensiero. Lui sa bene quanti sforzi stiamo facendo per seguire il sogno del Taranto Calcio e un progetto che non si limita alla promozione di quest’anno, ma guarda molto più lontano». E ha ricordato che la proposta dei Ladisa «va ben oltre lo stadio Iacovone, con una cittadella dello sport nelle vicinanze», un progetto che l’amministrazione «ha accompagnato volentieri».
Cataldino ha poi confermato ciò che molti chiedevano: «Oggi abbiamo inviato la documentazione che consentirà al Taranto Calcio di gestire l’impianto dal 4 settembre in poi, fino all’aggiudicazione definitiva del project financing». Una risposta concreta alle preoccupazioni della società e dei tifosi.
Infine, un chiarimento atteso: la voce su Legends Global, la società americana che secondo alcuni sarebbe interessata allo stadio. «Con Legends c’è stata soltanto una videocall» ha precisato Cataldino a margine della conferenza stampa, «al momento non c’è alcuna manifestazione di interesse». Una puntualizzazione che chiude, almeno per ora, un capitolo alimentato più dai rumors che dai fatti.
«Non c’è solo lo stadio Iacovone» ha concluso l’assessore, «ci sono tante altre realtà che questa amministrazione deve seguire. E lo stiamo facendo, con attenzione e nel rispetto delle regole». Un messaggio che prova a riportare equilibrio in un dibattito acceso, ricordando che i Giochi del Mediterraneo non sono solo un evento, ma un’occasione per ridisegnare il futuro sportivo – e non solo – della città.