CRONACHE TARANTINE
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Un segnale politico raro, quasi controcorrente rispetto ai tempi, è arrivato ieri dal territorio ionico: Grottaglie e Monteiasi hanno riunito i rispettivi Consigli comunali in una seduta congiunta che ha prodotto un voto unanime a difesa dello stabilimento Leonardo Aerostrutture.
Una scelta che ha messo da parte appartenenze e bandiere per affermare un principio condiviso: la fabbrica di Grottaglie-Monteiasi non è una questione aziendale, ma un asset industriale strategico per il Paese.
L’Ordine del Giorno approvato all’unanimità recepisce il lavoro del Tavolo Permanente Leonardo, che negli ultimi mesi ha costruito un confronto serrato con lavoratori e sindacati Fim, Fiom e Uilm. Il documento chiede a Regione Puglia, Governo e Ministeri competenti di riconoscere formalmente la strategicità nazionale del sito, vigilando su ogni ipotesi di joint venture o riassetto societario affinché non si traduca in perdita di controllo o indebolimento dell’apparato industriale italiano. Viene ribadita la necessità che i lavoratori restino dipendenti Leonardo e che la governance mantenga una maggioranza pubblica, tutelando professionalità, indotto e filiera territoriale.
Alla seduta hanno partecipato parlamentari Dario Iaia e Francesca Viggiano), i consiglieri regionali Annagrazia Angolano e Cosimo Borraccino e rappresentanti di numerosi Comuni del versante orientale (Carosino, Faggiano, Lizzano, San Giorgio Ionico, Sava, San Marzano di San Giuseppe e Taranto) oltre alle rappresentanze sindacali.
Tra gli interventi più attesi quello del consigliere regionale Cosimo Borraccino, che ha definito il documento «un atto condiviso a sostegno dei lavoratori che hanno sollevato dubbi legittimi sulla possibile partnership con il fondo sovrano saudita». Borraccino ha sottolineato che «i punti 2 e 4 del testo sono decisivi, perché chiariscono che l’eventuale joint venture dovrà prevedere la maggioranza in capo a Leonardo, che continuerà a indirizzare politiche industriali, investimenti e localizzazione delle attività». Una condizione che, ha aggiunto, «rassicura i lavoratori rispetto al rischio di delocalizzazione, che sarebbe devastante per il tessuto produttivo pugliese». Il consigliere ha ricordato che anche il sito di Foggia impiega circa 1500 addetti e che la Regione «continuerà a seguire con la massima attenzione un tema delicatissimo per il futuro industriale e occupazionale del territorio».
Sulla stessa linea la presidente della VI Commissione regionale, Annagrazia Angolano, che ha definito il metodo adottato «un modello da replicare in altre vertenze». «Abbiamo approvato un ordine del giorno con richieste precise di chiarezza sui livelli produttivi e sulla governance» ha spiegato. «La fase successiva sarà un atto di indirizzo della Regione per ottenere dal Governo un quadro aggiornato sul futuro di Leonardo. Dobbiamo difendere un sito che va rilanciato come avamposto dell’industria aeronautica, evitando qualsiasi rischio di delocalizzazione». Angolano ha ricordato la sua recente visita allo stabilimento, «per acquisire piena consapevolezza di un’eccellenza che ha dimostrato di essere competitiva nel circuito internazionale».
Il clima della seduta è stato riconosciuto da tutti come un esempio concreto di collaborazione istituzionale. «Un momento capace di riunire sensibilità politiche differenti attorno a un unico obiettivo» hanno commentato lavoratori e sindacati, «la tutela dell’occupazione e dello sviluppo industriale del territorio». L’auspicio condiviso è che il metodo del Tavolo Permanente Leonardo diventi un modello stabile di lavoro, capace di affrontare in modo unitario le grandi questioni strategiche del territorio.
I sindaci Ciro D’Alò e Cosimo Ciura sono stati infine incaricati di trasmettere il documento a Regione, Governo e vertici di Leonardo, affinché il territorio possa partecipare da protagonista alle scelte che ne determineranno il futuro. Un futuro che, almeno ieri, ha parlato con una sola voce.