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La Cittadella delle Imprese questa mattina sembrava un alveare in piena attività: giovani, startupper, professionisti del terzo settore, rappresentanti istituzionali e imprese si sono ritrovati per una mattinata dedicata a ciò che più di ogni altra cosa può cambiare il destino di un territorio: innovazione, impresa sociale e nuove opportunità per chi vuole restare, crescere o tornare a Taranto.

L’evento “Giovani, innovazione e impresa sociale”, organizzato nell’ambito del progetto IT-INFOME Cohesionet, ha riempito gli spazi di viale Virgilio con un programma fitto di interventi, confronti e desk informativi attivi per tutta la durata dell’iniziativa.
Dopo il welcome coffee e il networking iniziale, il presidente della Camera di commercio Brindisi–Taranto, Vincenzo Cesareo, ha aperto i lavori con un saluto istituzionale che ha subito centrato il cuore della questione: «Questa è un’ulteriore tappa del percorso che come Camera di Commercio stiamo portando avanti per incentivare l’autoimprenditorialità in un territorio attraversato da una crisi che non è solo tecnologica, ma anche culturale e sociale. Siamo al fianco dei nuovi imprenditori». Cesareo ha ricordato anche l’introduzione di premialità per le società benefit, «a testimonianza che un modello di business che sta dilagando in Italia e che performa meglio delle imprese non benefit può attecchire anche qui, garantendo quella transizione sociale che è tanto necessaria e che tutti auspichiamo».
La mattinata è poi entrata nel vivo con quattro focus dedicati alle opportunità concrete: dal programma Tecnonidi JTF illustrato da Alfredo Lobello (Puglia Sviluppo), ai percorsi d’impresa presentati da Gianluca Sciannameo (ARTI), fino alla European Startup Conference che a luglio farà di Taranto un polo europeo dell’innovazione, raccontata da Paolo Sabatino e Fabio Marchitelli di Confindustria. A chiudere la prima parte, Francesca Sanesi del Servizio Nuove Imprese della Camera di commercio ha presentato la sub-competition territoriale di StartCup Puglia 2026.
La seconda parte dell’evento ha visto una tavola rotonda dedicata al terzo settore e all’impresa sociale, con interventi di Franca Todaro, Francesco Sisto e Francesca Zurlo, moderati da Madia D’Onghia, coordinatrice scientifica del progetto IT-INFOME Cohesionet, che ha anche introdotto il senso profondo dell’iniziativa. «Oggi siamo qui a Taranto per la seconda volta, ed è il quarto evento di questo percorso che avrà un appuntamento finale il 7 luglio» ha spiegato. «L’incontro è intitolato giovani, innovazione, impresa sociale: l’obiettivo è guardare alle politiche di investimento sul territorio considerando un aspetto spesso trascurato, quello dell’impresa sociale, cioè di quelle realtà che cercano di coniugare profitto e impegno verso i più fragili». D’Onghia ha sottolineato che l’innovazione «non passa solo dalla tecnologia, ma anche da un modo diverso di fare impresa che mette al centro la persona, la partecipazione e soprattutto i giovani. Le politiche di coesione vogliono che restino qui, valorizzando le loro professionalità, e magari che tornino coloro che sono andati via».
Per tutta la mattinata, i desk SNI – Servizio Nuove Imprese, PID – Punto Impresa Digitale e Puglia Sviluppo hanno offerto consulenze e informazioni personalizzate, trasformando l’evento in un vero laboratorio di idee, contatti e possibilità. Un appuntamento che non si è limitato a raccontare l’innovazione, ma l’ha resa tangibile, mettendo in rete chi vuole costruire il futuro del territorio e chi ha gli strumenti per accompagnarlo. Taranto, ancora una volta, prova a guardare avanti.

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