Domenica, 07 Agosto 2022

    Sventata un’azione punitiva nel carcere di Taranto. La denuncia del SAPPE In evidenza

    Da mesi il SAPPE, sindacato autonomo polizia penitenziaria, sta denunciando una situazione che ogni giorno che passa diventa sempre più esplosiva a seguito del sovraffollamento di detenuti nel carcere di Taranto che ha ormai superato le 700 unità a fronte di 350 posti effettivi, a cui si contrappone un inadeguato numero di poliziotti penitenziari.


    Fortunatamente quello sparuto numero di poliziotti è riuscito nel primo pomeriggio dell’1 Luglio, ad evitare un sanguinoso confronto tra i detenuti baresi ristretti in una sezione detentiva che, si stavano preparando per una spedizione punitiva nei confronti di altri detenuti ristretti in altra sezione(di cui si sta accertando l’identità) forse per regolare dei vecchi conti oppure per rivendicare l’egemonia all’interno del carcere.
    Infatti grazie alla professionalità ed intuito dei pochissimi poliziotti in servizio al terzo piano dei reparti detentivi composto da quasi 200 detenuti che, hanno notato strani movimenti ed un assembramento di detenuti che confabulavano tra di loro, si sono subito allertati ed utilizzando le telecamere situate nella sezione, hanno scoperto che alcuni detenuti stavano ricavando dei bastoni rudimentali dai tavoli in legno utilizzati per consumare i pasti.
    Così è scattato subito l’allarme che ha permesso l’arrivo di altro personale che ha gestito la situazione sotto il controllo del dirigente e del comandante del carcere Tarantino.
    L’arrivo dei rinforzi della polizia penitenziaria sicuramente ha fatto desistere gli stessi dal portare avanti il loro piano scellerato che, avrebbe potuto provocare una tragedia immane.
    A conferma di ciò -prosegue la nota del SAPPE- abbiamo avuto notizia che dopo una perquisizione effettuata nella sezione detentiva, sono stati rinvenuti diversi bastoni pronti all’uso proprio in un locale comune utilizzato dagli stessi
    Da tempo il SAPPE denuncia la scellerata scelta dell’amministrazione penitenziaria che ha delegato ai detenuti la sicurezza delle sezioni detentive con la c.d. ”vigilanza dinamica”, per cui tutti i detenuti rimangono aperti e liberi di entrare ed uscire da tutte le stanze del reparto, nonchè la necessità di uno sfollamento di almeno 200 detenuti per riportare la situazione sotto controllo, considerato che ci sono carceri quasi vuote.
    Dobbiamo anche sottolineare che se il fatto fosse accaduto nelle ore serali o notturne in cui tutto il penitenziario è gestito da non più di 15 poliziotti(se non ci sono malattie), si può ipotizzare che non sarebbe stato possibile evitare la tragedia.
    Proprio per questo il SAPPE , prima che accada l’irreparabile, invita le autorità cittadine(sindaco) di governo(prefetto) responsabili delle forze dell’ordine, nonché politici regionali e nazionali, a porre l’attenzione sul carcere di Taranto, facendo pressione sul Ministro della Giustizia e sui vertici del DAP, poiché eventi critici importanti potrebbero avere effetti devastanti sull’ordine e la sicurezza pubblica, come peraltro accaduto a Foggia circa 2 anni fa, con la rocambolesca evasione di 73 detenuti.

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