Giovedì, 29 Settembre 2022

    Due agenti penitenziari aggrediti con coltello nel carcere di Taranto

    Nuova aggressione nella giornata di ieri, 6 luglio, nel carcere Carmelo Magli di Taranto, dove un detenuto “ psichiatrico” già noto, dopo essere uscito con la forza dalla propria cella del reparto ove assegnato, approfittando dell’occasione si è rifiutato di rientrare nella camera a lui assegnata e con un pretesto si è scagliato con violenza contro due ispettori di polizia penitenziaria cercando di colpirli in più parti del corpo con un coltello rudimentale. Per gli operatori si sono rese necessarie le cure del pronto soccorso cittadino, che ha prescritto 10 giorni di prognosi.


    Lo dichiara Vito Messina, Segretario Regionale Puglia e Basilicata dell’Unione sindacati di Polizia Penitenziaria.
    A Taranto si tratta dell’ennesima aggressione nei confronti di un appartenente alla Polizia penitenziaria -prosegue Messina-, elemento che conferma lo sfacelo complessivo in cui versa il sistema penitenziario. Nonostante il cambio di passo che vi è stato di recente avendo di fatto assegnato un nuovo direttore, uomo di esperienza, tali soggetti sono di difficile gestione, non di pertinenza della polizia penitenziaria senza la presenza di quelle figure professionali sanitarie specializzate a gestire tali soggetti. Proprio noi della USPP stiamo sollecitando interventi in merito, attraverso dibatti e proposte fattive sul tema dei soggetti psichiatri gestiti nelle carceri senza essere seguiti con attenzione. È un dramma che soggetti ammalati vengano dimenticati nelle patrie galere. Il tragico fenomeno delle aggressioni agli operatori, infatti, investe pressoché tutte le carceri del Paese e sono almeno tre al giorno quelle gravi, con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, il Ministero della Giustizia e il Governo tutto che restano colpevolmente inermi rispetto al dilagare della violenza -aggiunge ancora Messina-.
    In queste ore si parla dell’avanzamento dell’iter di un disegno di legge che mira alla realizzazione di ‘casette dell’amore’ proprio dove imperversa la legge del più forte e la violenza più becera; di certo gli italiani meriterebbero un briciolo di maggiore coerenza da parte di chi li rappresenta in Parlamento e nelle istituzioni. Noi continuiamo a ripetere che vanno rivisti il modello detentivo e l’organizzazione complessiva delle carceri, va risolta la questione connessa ai detenuti affetti da patologie psichiche ed è improcrastinabile l’adeguamento degli organici del Corpo, mancanti di 18mila unità livello nazionale e carenti soprattutto in quello di Taranto di diverse decine di unità. Inoltre è necessario implementare le tecnologie e gli equipaggiamenti. Contemporaneamente, dev’essere introdotta un’aggravante al reato di lesioni personali, quando recate alle donne e agli uomini della Polizia penitenziaria nell’esercizio delle loro funzioni. In più, il Ministero della Giustizia dovrebbe costituirsi parte civile nei procedimenti a carico dei detenuti che aggrediscono gli operatori – prosegue ancora Messina-.
    L’ultima aggressione ripropone peraltro il problema mai risolto dei fornelletti da campeggio in uso ai detenuti e della custodia delle bombolette di gas che li alimentano e non solo, tema su cui sarebbe altresì necessario un intervento a livello centrale, ma anche una migliore disciplina e gestione a livello periferico. Ai poliziotti aggrediti giungano la solidarietà e gli auguri di pronta guarigione di tutta la USPPP – conclude Messina-.

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