Martedì, 05 Luglio 2022

    Il potere benefico della poesia per Gabriella Grande, poetessa tarantina

    By Maria D'Urso Settembre 27, 2021

    L’acuta sensibilità di Gabriella Grande la scorgi nei suoi immensi occhi verde smeraldo. Essendo grandi e penetranti, è molto facile perdersi ed è altrettanto difficile non smettere di guardali. Catturano, come le sue poesie.

    Gabriella Grande, classe ’74, è una curatrice tarantina di mostre d’arte, in particolare dell’artista contemporaneo Andrea Bassani, per il quale ha curato due cataloghi: Andrea Bassani il cui testo è inglese e italiano, edito nel 2018 e La carne dell’anima - Andrea Bassani di Terra d’Ulivi Edizioni, nel 2017. È un’organizzatrice di eventi culturali, recensionista di riviste come Letteratura ed è anche, e soprattutto, una poetessa. «E’ sempre stata la mia vera vocazione – racconta, accennando un dolce sorriso – ma credevo di essere destinata ad altro. A volte, è più facile recitare una parte che ti è stata cucita addosso, che capire davvero chi tu sia. Poi, arriva la consapevolezza e decidi di cambiare. Stravolgi tutto reinventando te stessa. Ed lì che incominci davvero a vivere. Io credo che ognuno di noi nasconda, lì da qualche parte, un segreto irraggiungibile, a cui hanno accesso solo l’arte e nel mio caso la poesia». L’arte le insegna a guardare le cose con un pizzico di curiosità e immensa gratitudine. E la poesia, in particolare, per Gabriella è un posto sicuro, un luogo segreto in cui ha riabbracciato sé stessa e ha promesso di non perdersi, lungo la strada. Mai più.

    Scelgo giorni necessari, un meraviglioso viaggio dell’anima
    Il viaggio di Gabriella nella poesia nasce nel 2014, quando ha iniziato a scrivere i primi componimenti e nel 2021 ha pubblicato la prima silloge. “Scelgo giorni necessari” edita da Ensemble edizioni si divide in due sezioni, la prima “Un giorno per volta” in cui tutte le monadi sono titolate e la seconda invece, è composta da poesie senza titolo, il cui filo conduttore è una storia di attesa e perdono. «I giorni necessari – racconta Gabriella – per me sono quei momenti in cui intercetti davvero la tua essenza e riesci a vedere chi sei. Gabriella, a seguito di una delusione, ha abbandonato la sua vecchia vita per reinventarsi, fidandosi puramente dell’istinto e della passione». Che ad oggi, le hanno portato tantissime soddisfazioni come la recente pubblicazione della poesia Fino a perdersi, a cura di Vittorino Curci, su La Repubblica. «Sapere che qualcuno – asserisce – possa leggere qualcosa di me che non ha scelto appositamente, mi onora e mi riempie il cuore di gioia. Le poesie sono pezzi di vita quotidiana, ricchi di amore, deliri, passioni e delusioni, che leggendoli ti attraversano l’anima». Nella seconda parte, invece, il filo conduttore è una delusione. «Un bambino- dichiara Gabriella – che non arriverà. Quando un desiderio troppo forte ti fa del male, bisogna lasciarlo andare e hai l’obbligo di perdonarti. Lasciando spazio a nuove strade. Coraggio? No, credo sia tratti di amor proprio e cura di sé stessi». Per la poetessa, la maternità è una tematica molto complessa, dal molteplice significato: anche l’arte, come la poesia, può essere madre. «Nell’esatto momento in cui leggiamo uno scritto – commenta – o guardiamo un’opera, è come se ci trovassimo sospesi nel grembo materno. Lì ci nutriamo di sensazioni inaspettate. Misteriose. E nell’esatto momento in cui uscirai, sarai una persona totalmente diversa. Nuova. La parte migliore di te».

    Vota questo articolo
    (1 Vota)
    pecorarh.jpg
    natur3.jpg
    ermese2.jpg
    autogammasud.jpg
    franky_2.jpg
    gteck_wall.jpg
    almat.jpg
    mad-srl.png
    cmts_new3.jpg
    buld_sc.jpg
    stoneg.jpg
    © 2014 associazione CronacheTarantine. Tutti i diritti sono riservati