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Via libera al secondo masterplan: 31 milioni in più per lo Iacovone. Inserito lo stadio di Massafra

C’è il via libera al secondo masterplan per i Giochi del Mediterraneo per un importo complessivo di 167 milioni 675mila euro.

Foto F. Manfuso

 

Come nelle ipotesi fatte nei giorni scorsi, nel pomeriggio di oggi, lunedì 8 luglio, il Comitato organizzatore, con la presa d’atto, ha dato di fatto il via libera al secondo stralcio che riguarda gli interventi strutturali con non poche novità.  
A debuttare nel secondo masterplan, infatti, è lo stadio “Italia” di Massafra per il quale è stato previsto un importo di 2 milioni e 150mila euro per lavori di adeguamento. Lo stadio di Massafra è stato inserito quale sede di allenamento per le squadre che saranno impegnate nel torneo di calcio e, come richiesto dal Comitato organizzatore internazionale, dovrà rispondere, al pari degli altri impianti calcistici che ospiteranno gli allenamenti, ai requisiti previsti dalla Lega Pro. Nulla toglie, a questo punto, che lo stadio Italia, come anticipato da Cronache tarantine lo scorso 29 aprile, possa essere utilizzato come piano B nel caso in cui tramontasse definitivamente la possibilità di far disputare le gare interne dei prossimi due campionati al Taranto calcio  sul rettangolo di gioco dello Iacovone in concomitanza con i lavori di ristrutturazione. Così come previsto dal progetto presentato dai tecnici di Sport e Salute all’esame, attualmente, del Comitato di controllo sugli eventi pubblici e sportivi. Lo stadio di Massafra attualmente non presenta grosse criticità per cui i lavori potrebbero viaggiare spediti. Si tratta, infatti, di aumentare la capienza degli spettatori, di potenziare l’impianto di illuminazione e predisporre i tornelli. Ma, ovviamente, si resta nel campo delle ipotesi.
Oltre a Massafra, nel nuovo masterplan sono stati inseriti gli stadi di Sava e Francavilla Fontana per rispondere, ha spiegato il commissario Ferrarese, all’esigenza di disporre di siti posti alla minore distanza possibile dalla città di Taranto.
Per quanto riguarda lo stadio Iacovone, l’integrazione finanziaria per i lavori di ristrutturazione e riqualificazione ammonta a 31 milioni 750mila euro facendo passare i costi dagli originari 28 milioni agli attuali 59 milioni 750mila euro questo perché a Sport e Salute è stato chiesto di sviluppare e quantificare un’ipotesi progettuale che prevedesse, oltre al rifacimento integrale dei volumi destinati ai servizi, la copertura integrale dello stadio e una cover con valore simbolico per la città di Taranto.
Ammonta a 11 milioni 800mila euro l’integrazione per i lavori al PalaRicciardi (12 milioni la stima iniziale) così come lo Stadio del nuoto a Torre d’Ayala passa dai 36 milioni 900mila euro a 41 milioni netti. 7 milioni 274mila euro serviranno per il centro sportivo Magna Grecia che ospiterà 8 campi da tennis all’aperto e illuminati artificialmente mentre al quartiere Salinella, nelle immediate adiacenze dello Iacovone, per altri 4 campi da tennis per gli allenamenti e l’impianto di Skate serviranno complessivi 5 milioni 300mila euro. I palazzetti dello sport di Sava (1 milione 600mila euro) e Montemesola (1 milione di euro ai quali se ne aggiungono altri 800mila per i parcheggi esterni) ospiteranno le gare di pesi e bocce subentrando ad Avetrana che è stata stralciata in quanto ritenuta troppo distante da Taranto. Pallamano, volley e sport vari si disputeranno tra i palazzetti di  Francavilla Fontana (2.400.000 euro), di San Giorgio Jonico (3.000.000), di Grottaglie (3.000.000 più ulteriori 1.700.000 euro per realizzare una struttura coperta), di Pulsano (2.000.000).
Nel nuovo masterplan sono state inserite le 6 palestre di altrettanti istituti scolastici (5 a Taranto e 1 a Statte) destinate agli allenamenti per complessivi 2.957.513,16 euro. Venticinque milioni di euro serviranno, invece, per la copertura dello stadio di Lecce.
Tutto pronto, dunque, ma resta la corsa contro il tempo. A ricordarlo è il commissario Ferrarese che ai ministri dello Sport, Economia e Finanza, Pnrr-Coesione-Affari europei ha ricordato che “è necessario che l’approvazione del secondo stralcio dettagliato delle opere infrastrutturali occorrenti avvenga in tempi rapidissimi e che non superi il 30 luglio” altrimenti la realizzabilità delle opere più importanti “è a forte rischio”.

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