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In una seduta caratterizzata da un clima insolitamente compatto, il Consiglio comunale di Taranto ha approvato all’unanimità il Regolamento che disciplina la definizione agevolata delle entrate comunali, la cosiddetta rottamazione quinques, lo strumento messo a disposizione dal Governo per consentire agli enti locali di recuperare crediti difficilmente esigibili e ai contribuenti di regolarizzare la propria posizione.
Taranto ha scelto di aderire, introducendo anche una modifica significativa rispetto alla prima stesura del testo: la soglia per il pagamento in rata unica è stata abbassata da mille a cinquecento euro, ampliando così la platea di chi potrà chiudere il debito in un’unica soluzione.
Il provvedimento approvato stabilisce che la definizione agevolata comprenderà tutti i debiti trasmessi al concessionario della riscossione, quindi Soget e Dogre, al 31 dicembre 2024. Si tratta dei crediti di dubbia esigibilità trasferiti dal Comune ai concessionari, anche se notificati successivamente ai contribuenti. Il perimetro è ampio: oltre a Imu e Tari, rientrano anche il canone di concessione patrimoniale unico e le sanzioni amministrative del Codice della strada. Il meccanismo ricalca quello già adottato nelle precedenti rottamazioni: si pagherà solo la quota capitale e gli oneri di riscossione, mentre vengono eliminati interessi e sanzioni.
Il regolamento definisce anche le fasce di rateizzazione: da cinquecento a mille euro in un’unica soluzione entro il 30 novembre 2026; da mille a tremila euro in 12 rate; da tremila a diecimila euro in 18 rate; da diecimila a cinquantamila euro in 24 rate; oltre cinquantamila euro in 36 rate. La prima rata, da versare entro il 30 novembre 2026, rappresenterà il 20% dell’importo complessivo. La rottamazione riguarderà anche i contribuenti che stanno già pagando piani di rateizzazione con Soget e Dogre: in quel caso il piano si fermerà, verranno tolti interessi e sanzioni e il contribuente potrà pagare esclusivamente la quota capitale residua. L’adesione sospenderà inoltre tutte le azioni esecutive e i fermi amministrativi in corso. La procedura sarà attivabile sia online sia agli sportelli dei concessionari.
Non è invece passato l’emendamento presentato dai gruppi di opposizione, che puntava a una revisione più profonda dei criteri di rateizzazione e di accesso ai benefici, con l’obiettivo dichiarato di «garantire a tutti una reale possibilità di rientro». La proposta prevedeva una struttura di versamento progressiva, con un massimo di 24 mesi per i debiti inferiori ai tremila euro e fino a 72 mesi per quelli superiori ai cinquantamila. Tra i punti qualificanti c’era anche la riduzione della quota iniziale dal 20% al 10% dell’importo complessivo, per non gravare sulle liquidità immediate di famiglie e imprese. L’emendamento introduceva inoltre criteri di maggiore tolleranza, prevedendo la decadenza dal beneficio solo dopo tre rate non pagate, anche non consecutive, e la possibilità di regolarizzare eventuali omissioni prima della revoca definitiva. A spiegare in aula le ragioni del no è stato il dirigente Lanza, che ha chiarito come le modifiche proposte «inciderebbero sui flussi di cassa previsti per il 2026», compromettendo l’equilibrio finanziario dell’ente.
Duro il commento dei consiglieri di Forza Italia, Massimiliano Stellato e Rosario Ungaro, secondo cui «la decisione della maggioranza di impedire l’approvazione di queste modifiche rappresenta un’occasione persa per dimostrare vicinanza ai cittadini e per trasformare il fisco comunale in uno strumento più equo e flessibile, capace di ascoltare le istanze di chi chiede solo di poter onorare i propri impegni con dignità».
Più articolata la posizione del consigliere di Fratelli d’Italia, Luca Lazzàro, che ha rivendicato il voto favorevole del suo gruppo, pur evidenziando limiti nella costruzione del provvedimento. Lazzàro ha ricordato che la definizione agevolata «è una misura giusta, che permette a cittadini e imprese di rimettersi in regola e al Comune di recuperare risorse che altrimenti resterebbero sulla carta», ma ha sottolineato che «si poteva costruire meglio», perché la proposta «era sul tavolo da gennaio» e non è stata integrata nella programmazione dell’ente prima dell’approvazione del bilancio. Per il consigliere, «il problema non è la volontà, è il coordinamento», e in una città segnata da una crisi economica e sociale profonda «non basta approvare una misura, bisogna farla funzionare davvero, perché i risultati si vedono nella vita delle persone».
A voto avvenuto è stata l’assessora ai Tributi, Maria Lucia Simeone, che ha rivendicato il percorso seguito dall’amministrazione. «Oggi abbiamo approvato un provvedimento importante, atteso da molti cittadini e imprese, e lo facciamo al termine di un percorso serio, approfondito e responsabile», ha dichiarato, ricordando il lavoro congiunto tra Direzione Tributi, Programmazione Economico‑Finanziaria e Commissione Bilancio. L’assessora ha sottolineato che il regolamento «offre una concreta opportunità di regolarizzazione, prevedendo il pagamento del solo tributo senza sanzioni e interessi e introducendo strumenti come la rateizzazione per rendere sostenibile l’adesione». La definizione agevolata, ha aggiunto, «può incidere positivamente sulla capacità di riscossione dell’Ente, trasformando crediti difficilmente esigibili in entrate concrete». Una scelta che, nelle sue parole, «non risponde a un’ideologia, ma a un principio di responsabilità, che tiene insieme equità fiscale, sostegno al tessuto economico e tutela dei conti pubblici».
Il Question time
A movimentare la seduta del Consiglio è stata la discussione sulla mozione del consigliere di Forza Italia, Massimiliano Stellato, con la quale si chiedeva l'avvio dell'iter di candidatura dei Riti della Settimana Santa di Taranto a patrimonio culturale immateriale dell'Umanità Unesco. In particolare l’istituzione di un tavolo tecnico-scientifico in modo da poter assolvere alle procedure richieste per poter entrare a far parte del patrimonio Unesco e far entrate Taranto nel circuito del turismo religioso. Mozione sulla quale è intervenuto il vicesindaco Mattia Giorno il quale ha reso noto che già da tempo il sindaco Bitetti ha avviato un confronto con le confraternite del Carmine e dell’Addolorata e con i rispettivi priori e padri spirituali con i quali si è discusso di diverse questioni tra cui la possibilità di sottoscrivere un protocollo d’intesa per insediare un tavolo di lavoro per promuovere i Riti e lavorare per creare il miglior coordinamento possibile per l’evento più importante che Taranto ospita ogni anno da più di 250 anni. Il tavolo, una volta insediato formalmente, si occuperà di studiare e valutare tutte le possibilità a supporto della Settimana Santa, inclusa quella che era oggetto della mozione.
Comunicazione non gradita dalle opposizioni perché ritenuta esautorante il ruolo dei consiglieri comunali e, indirettamente, dei cittadini. Dopo una lunga discussione
Ritirata la mozione del consigliere M5S, Gregorio Stano, sulla messa in sicurezza del territorio comunale, in particolare alberi e pali della pubblica illuminazione pericolanti o vetusto, dal momento che lo stesso si è ritenuto soddisfatto delle risposte degli assessori Lonoce e Gravame. Rinviata al prossimo question time la mozione sulle misure di tutela e permessi di transito per i lavoratori del delivery in occasione della pedonalizzazione estiva di Corso Due Mari in quanto è necessario prima un confronto con la Polizia locale. Approvate le mozioni con la quale il Comune acquisisce ulteriori vie dove mancano i servizi essenziali per i cittadini e l’altra che prevede il contrasto al randagismo felino, la gestione delle colonie feline e il sollecito alla Regione Puglia per l'aggiornamento della Legge Regionale in materia.