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Niente numeri in Consiglio, Melucci: “Opposizione contraddittoria”

No numeri, no party. Tutto rinviato a giovedì 13 giugno quando il Consiglio comunale tornerà a riunirsi in seconda convocazione nella speranza che ci siano i numeri per andare avanti con i lavori.

Cosa non avvenuta oggi, martedì 11 giugno, quando i lavori si sono arenati sulla mancanza del numero legale in Aula. Tra assenti giustificati (tra questi Massimiliano Stellato, reduce dall’esperienza elettorale delle Europee non particolarmente esaltante) e non la maggioranza non è riuscita a raggiungere il quorum necessario e la variazione di bilancio, la cui discussione era stata anticipata rispetto agli altri punti dell’ordine del giorno su richiesta della consigliera Bianca Boshnjaku, non è stata approvata.
Una variazione di bilancio che riguardava diverse criticità da mettere a posto e, soprattutto, conteneva le somme necessarie per procedere alla pulizia delle spiagge dalla Posidonia e interventi propedeutici ai Giochi del Mediterraneo oltre a provvedimenti per mettere in sicurezza la viabilità e regolamentare il parcheggio nell’Isola amministrativa (Marina di Taranto) e per dare seguito ad interventi di manutenzione straordinaria relativi al mercato ittico, ad opere viarie pedonali, ad alloggi popolari, agli impianti di ventilazione presenti nelle scuole e all’edilizia scolastica. E poi, ancora, provvedimenti come il “Documento strategico del Commercio” o come l’esame del progetto definitivo relativo all’intervento denominato “Programma attuativo di Social Housing nell’ambito della città vecchia di Taranto”. Nonostante l’appello della consigliera Boshnjaku al senso di responsabilità di votare il provvedimento perché urgente e importante per la città, i gruppi di opposizione hanno comunque abbandonato l’aula facendo venire meno il numero legale.
Il perché della decisione è presto detto. “Siamo di fronte ad una variazione di bilancio dai forti contenuti politici – ha esordito Walter Musillo di Svolta Liberale -. Votarla significa andare dietro ai programmi di questa maggioranza nei quali non ci riconosciamo”. “Ci chiedete di essere responsabili – ha rincarato la dose Luca Contrario di Una strada diversa – ma se veramente questa variazione di bilancio è urgente il senso di responsabilità vuole che sia la maggioranza ad essere presente e compatta a garantire i numeri”. Niente numeri, dunque, niente Consiglio. Con il sindaco visibilmente tirato in volto. “Io rabbuiato!”, esclama interpellato da Cronache tarantine. “Io lavoro per la città. È chi non lavora che deve rabbuiarsi”, ha subito aggiunto riferendosi ai consiglieri di opposizione che hanno abbandonato l’Aula. “Il cattivo odore della Posidonia sulle spiagge è un fatto politico o è una questione la cui risoluzione serve alla città? lo stesso discorso vale per la  manutenzione straordinaria di opere stradali, degli alloggi popolari, per la sistemazione della Villa Peripato in quanto sede di una manifestazione sportiva prevista dai Giochi del Mediterraneo. Sono tutti fatti politici anche questi?
La destra viene e chiede voti per le Europee e poi fa mancare i numeri quando ci sono provvedimenti riguardanti i Giochi del Mediterraneo. I consiglieri che fanno riferimento a Emiliano fanno guerra su provvedimenti che portiamo avanti con la stessa Regione. È una schizofrenia che solo in questa città c’è. Ma noi continuiamo a lavorare. E la puzza della Posidonia la sentiamo tutti: destra e sinistra”.
“Ci dispiace che ogni volta la maggioranza non abbia i numeri”, ha commentato il capogruppo di Svolta Liberale, Francesco Cosa. “Ma se ogni volta portano in Consiglio variazioni di bilancio – ha aggiunto – vuol dire che non hanno fatto un buon bilancio di previsione”. Caustico anche il commento del capogruppo di Fratelli d’Italia, Giampaolo Vietri. “Per amministrare ci vogliono i numeri cosa che questa amministrazione non riesce ad avere tanto da andare ogni volta in affanno quando ci sono i lavori del Consiglio comunale”. Per il gruppo Pd (Enzo Di Gregorio, Lucio Lonoce e Luca Contrario) al quale si è aggiunto il segretario cittadino del partito, Giuseppe Tursi, il sindaco deve prendere atto di quanto avvenuto in Consiglio “una volta per tutte con una limpida analisi di coscienza e dica onestamente ai cittadini cosa vuole fare. Come abbiamo già sostenuto questa mattina in conferenza stampa, i cittadini attraverso il voto delle Europee hanno ampiamente dimostrato di non riconoscersi nel lavoro di questa amministrazione comunale. Attendiamo – concludono - che Melucci ne prenda atto”. Il sindaco, ha poi aggiunto ancora Luca Contrario, “non appare in grado in questo momento di rappresentare una guida autorevole neanche per la sua stessa maggioranza”.
Intanto il consigliere Mario Odone ha formalizzato l'uscita dal M5S per entrare nel Misto di minoranza e la consigliera Mignolo che esce da Taranto futuro per aderire al Misto di maggioranza. Game over.

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