Giovedì, 29 Settembre 2022

    Porto di Taranto: le sigle sindacali denunciano le lungaggini burocratiche

    Le segreterie territoriali di Cgil Cisl Uil, unitamente alle rispettive Federazioni di Categoria dei Trasporti Filt Cgil Fit Cisl Uiltrasporti Uil,  giudicano «intollerabili le lungaggini burocratiche e la lentezza della Giustizia amministrativa che stanno determinando tanto il mancato sblocco delle opere infrastrutturali all'interno del Porto di Taranto, sebbene considerate di importanza strategica nazionale, quanto il rischio che questo seppur potenziale e strategico driver di sviluppo ipotechi negativamente, qualora non valorizzato, gli interessi pubblici del Paese, del Mezzogiorno e del territorio ionico in particolare».

     

    Con una nota indirizzata al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, ai Ministri dell'interno, delle Infrastrutture e Trasporti, della Giustizia, delle Politiche Sociali, dell'Ambiente ed alle Istituzioni della Puglia e del territorio, nonché ai Segretari Generali nazionali Susanna Camusso, Raffaele Bonanni, Luigi Angeletti e di Categoria Franco Nasso, Giovanni Luciano, Claudio Tarlazzi, le sigle sindacali  hanno illustrato cronologicamente lo svolgersi dei fatti, a partire dal 2012, «concernenti l'Accordo per l'esecuzione degli interventi prioritari, previsti entro 24 mesi e connessi alla riqualificazione del Terminal Contenitori per un costo complessivo di 188 milioni, di cui oltre 90 di fondi propri dell'Autorità Portuale)».

    L'Accordo inerente alla realizzazione delle opere consentì, anche, di revocare la procedura di mobilità e contestualmente di porre in essere la cassa integrazione straordinaria (fino al 28 maggio 2014 con possibile rinnovo, oggi, per un altro anno) per 500 unità a zero ore e a rotazione per i lavoratori del Terminal Contenitori. A seguito della gara a livello comunitario per l'affidamento dei lavori (dicembre 2012), «un anno dopo finalmente gli stessi si aggiudicarono all'Impresa prima classificata, mentre la seconda presentò ricorso al Tar Puglia- Lecce (gennaio 2014).- le associazioni ricostruiscono i fatti-  Dopo una prima sospensiva dell'ordinanza del Tribunale amministrativo, il Consiglio di Stato l'ha successivamente confermata sostenendo di voler approfondire gli atti, garantendo  una decisione di merito in tempi brevi paradossalmente, però, fissati per il prossimo 28 ottobre».

    A fronte di tali lungaggini,Cgil Cisl Uil «con sconforto e incredulità denunciano, la poca considerazione dello stesso Consiglio sia per l'urgenza di realizzare opere di importanza strategica nazionale, anche previste dalla legge sulle bonifiche dei Sin, come pure per il rischio che i Terminalisti (Evergreen –Tct) possano abbandonare definitivamente Taranto a causa di detti ritardi, oltre allo scarso interesse per la crisi socio economica, ambientale ed occupazionale di tutto il territorio tarantino, per il rischio che corrono 540 lavoratori dipendenti della Società Terminalista e di tutto l’indotto (oltre 2000) e per il crono programma dei lavori, condiviso con operatori privati ma di fatto completamente saltato».

    Ai soggetti istituzionali, pertanto, le siglie sindacali chiedono un intervento autorevole, «perché venga anticipata la citata udienza pubblica del Consiglio di Stato, così che si proceda all’aggiudicazione definitiva dell'appalto e all'avvio dei lavori, anche per scongiurare l'acuirsi di tensioni sociali in un territorio già segnato dall'emergenza Ilva».

     

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