Giovedì, 29 Settembre 2022

    Ilva, la controrisposta dei Liberi e Pensanti allo sciopero dell'11 luglio

    È stato indetto dalle sigle sindacali di Fim, Fiom e Uilm,  per il prossimo 11 luglio una mobilitazione nazionale dei lavoratori dell'Ilva. Ma il Comitato Cittadini e lavoratori Liberi e Pensanti invita invece a «boicottare questo falso sciopero», certo del fatto che «anche questa volta la produzione sarà garantita dagli stessi che manifesteranno».

     

    La ragione della loro posizione sta nel fatto che, senza andare troppo indietro nel tempo, quando il sub-commissario Ronchi ha dichiarato che la qualità dell'aria di Taranto è tra le migliori d'Italia «i sindacati non hanno battuto ciglio davanti a tali affermazioni.- commenta il comitato dei Liberi e Pensanti- Ora ci chiedono di andare a Roma per chiedere garanzie sul futuro e sulla produzione, quel tipo di produzione mai arrestatasi nonostante i sequestri e che continua a generare morte e distruzione per tutto il territorio. Risparmiamoci per favore – è dunque il loro appello- altre pessime figure che ledano l'immagine storica della classe operaia. Risparmiamoci scioperi farsa come quelli del 26 e 27 luglio del 2012 dove parte dell'azienda bloccava le strade della città mentre un'altra metà continuava a produrre nonostante il fantomatico sequestro», cosa che a lor dire, accadrà anche l'11luglio.

    «Non siamo dei burattini, è ora di dire basta a tutta la gente che continua a prenderci in giro con le parole», insorge il Comitato che ribadisce la volontà del «fermo definitivo degli impianti e la riconversione di questa azienda attraverso il reimpiego dei sui operai nelle bonifiche vista l'incapacità di garantire la produzione di acciaio pulito» e chiedono l'emanazione di un decreto «che preveda la confisca dei beni di proprietà di tutti i responsabili di questa scempio».

    In risposta alla mobilitazione dei sindacati, i Liberi e Pensanti organizzano perciò con un'assemblea pubblica nella stessa giornata, davanti i cancelli della portineria A, alle ore 5:30, alla quale sono invitati a partecipare  gli operai e tutti quei cittadini che vorranno lottare al loro fianco.

    «Fermiamo la fabbrica. Facciamolo per il futuro dei nostri figli, per garantire loro un futuro migliore del nostro; è solo per loro che oggi bisogna lottare, compatti e uniti. Chi va a Roma- concludono- è complice». 

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